Salute

Questo è ciò che può accaderti se assumi troppa vitamina D, A, E o K

succo di frutta

Negli ultimi tempi i medici si sono resi conto che gran parte della popolazione soffre di carenza di vitamina D, una sostanza vitale per il corretto funzionamento del nostro organismo. La vitamina D partecipa alla fissazione del calcio nelle ossa ma, tra le altre cose, interviene anche nei processi del sistema immunitario. Per questo motivo, si consiglia di controllare i livelli di questa vitamina e, se sono carenti, di incrementare l’assunzione con integratori.

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La vitamina A è un altro elemento essenziale, importante per l’allattamento al seno, per una buona salute degli occhi, per lo sviluppo delle ossa e per la crescita dei denti. Si distingue inoltre per la sua capacità di fornire una risposta immunitaria al nostro organismo.

Si parla molto anche della vitamina E, importante per combattere i radicali liberi, le sostanze responsabili dell’invecchiamento. 

La vitamina K , invece, è essenziale per la coagulazione del sangue e per la costruzione dei tessuti, e per una buona salute delle ossa. 

Tutti questi nutrienti hanno in comune il fatto di essere vitamine liposolubili. Se è vero che la loro presenza è importante per il nostro benessere, assumerne in eccesso può avere gravi conseguenze sulla nostra salute. Esiste infatti un termine medico che definisce questa situazione: ipervitaminosi, un’alterazione o un disturbo dell’organismo prodotto da un’eccessiva somministrazione di vitamine. L’eccesso di vitamine può portare a vari problemi. Questi problemi dipenderanno dal tipo di vitamina assunta in eccesso.

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Quali vitamine sono più a rischio?

Come abbiamo detto, le vitamine liposolubili, vale a dire la vitamina A, D, E e K, sono quelle che possono avere conseguenze negative sulla salute se si soffre di un “sovradosaggio”. Come si legge sul sito dell’ISS, infatti, mentre infatti alcune vitamine come la C e le B -solubili in acqua- se in eccesso vengono rapidamente eliminate nelle urine, le vitamine A, D, E e K, che non sono solubili in acqua per la loro natura chimica, vengono immagazzinate nel fegato e nel grasso corporeo, e possono essere eliminate molto lentamente.

L’ipervitaminosi si verifica raramente con la dieta 

Tuttavia è bene sottolineare che l’ipervitaminosi non è solitamente correlata alla dieta ma al consumo di integratori alimentari senza controllo medico. Per questo motivo, e per molti altri, è importante sempre chiedere consiglio al proprio medico. Infatti, nella maggior parte dei casi, nelle persone sane che seguono una dieta equilibrata non è necessario integrare con le vitamine.

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Tossicità da vitamina A

La tossicità è un problema reale che si verifica quando si supera un’assunzione di 15.000 ER (equivalenti di retinolo) / giorno. Le manifestazioni cliniche di tossicità sono: arrossamento della pelle, perdita di capelli, sanguinamento, anomalie ossee, fratture, insufficienza epatica e in alcuni rari casi persino morte.

I sintomi compaiono quando la proteina trasportatrice della vitamina A è satura e la vitamina A in forma libera danneggia le cellule. L’eccesso di vitamina A nelle donne in gravidanza può causare malformazioni nel feto. 

Tossicità da vitamina D

La tossicità della vitamina D non va mai sottovalutata. E’ molto raro che accada ma, se succede, è grave. Come abbiamo detto, generalmente, è causato dall’assunzione di integratori. Il cibo non contiene quantità sufficienti per produrre “ipervitaminosi D”.

Nell’eccesso di vitamina D si osserva l’aumento dei livelli di calcio nel sangue, con sete, dolori addominali e affaticamento, fino a casi più gravi di alterazioni dello stato di veglia

L’ipervitaminosi E

L’ipervitaminosi E non è tossica, i suoi effetti non sono dannosi come quelli della vitamina A o D. Ma può portare a disturbi intestinali, e può causare problemi di coagulazione, poiché può interferire con l’assorbimento della vitamina K e ritardare o ostacolare la coagulazione.

Sovradosaggio di vitamina K

Tra le vitamine liposolubili, la vitamina K in eccesso, anche attraverso gli integratori, è la meno rischiosa. Tuttavia, se le dosi sono molto alte, può produrre alterazioni della coagulazione, interferire con i nutrienti antiossidanti o causare problemi al fegato oltre che ittero.

Nei neonati, la somministrazione di menadione, la vitamina K sintetica, può essere accompagnata da anemia emolitica e tossicità epatica.

Trattamento dell’ipervitaminosi

In linea di principio, se trattata in tempo, un’ipervitaminosi di qualsiasi tipo può essere risolta senza conseguenze per la salute. In ogni caso deve essere curata da uno specialista, per poter decidere il trattamento corretto.

Per questo motivo, non si dovrebbe ricorrere all’assunzione di integratori se non prescritti da un medico. E ricordiamo che il modo migliore per assumere tutti i nutrienti di base è seguire una dieta varia ed equilibrata.