Latte e cancro: la caseina fa venire il tumore?

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ROMA – Latte e cancro: la caseina fa venire il tumore? In questi ultimi anni in molti si sono posti questa domanda. Iniziamo subito col dire che tale ipotesi non ha alcun fondamento scientifico. In principio fu “The China Study”, libro del nutrizionista americano Colin T. Campbell, pubblicato nel 2005. L’autore del volume traeva la sua conclusione basandosi sulla considerazione di fatto che i cinesi, consumatori di meno latte e proteine animali, hanno una minor incidenza di ammalarsi di cancro rispetto degli occidentali e su alcuni studi condotti su topi di laboratorio. Gli studi di Campbell hanno molti punti critici, come mette bene in luce un articolo apparso sul sito della Fondazione Veronesi. Nello studio dell’autore americano dei topi malati di tumore sono stati divisi in due gruppi: uno alimentato con una dieta ricca in caseina e uno con proteine del frumento. Nel primo gruppo è stato notato che i tumori crescevano maggiormente e da ciò fu dedotto che la caseina stimolasse la moltiplicazione tumorale. Tuttavia c’era un errore di fondo, come si legge sul sito italiano.

“Negli esperimenti di Campbell è stato confrontato l’effetto di una fonte di proteine nobili con una fonte di proteine non nobili – spiega Fondazione Veronesi – motivo per cui le cellule, anche quelle tumorali, rispondevano di più alla caseina. Semplicemente, si trattava una fonte di cibo migliore. In successivi esperimenti, appositamente non inclusi e non nominati nel The China Study dall’autore, aggiungendo la lisina alle proteine del frumento, si avevano analoghi effetti sulla crescita tumorale. Inoltre, alcune delle proteine del siero di latte hanno invece proprietà antitumorali. Infatti, i topi di Campbell nutriti con un’alimentazione povera di alcuni amminoacidi essenziali hanno successivamente sviluppato tumori primari del fegato associati alla carenza di alcune proteine che rimuovono le tossine dall’organismo”.

Al contrario, il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari è stato associato a una diminuzione del rischio di tumore del colon-retto (rapporto del World Cancer Research Fund 2017). Tutti i latticini sono stati inseriti nel gruppo degli alimenti per cui gli scienziati hanno raccolto un livello di prove sufficientemente solido da affermare un effetto preventivo sullo sviluppo di questo tumore e da giustificare, quindi, l’emissione di una raccomandazione nutrizionale al loro consumo.

I formaggi consumati in una corretta dieta Mediterranea riducono anche il rischio di far ‘sballare’ i giusti livelli ematici di trigliceridi e di colesterolo ‘buono’ (HDL). I prodotti lattiero-caseari fermentati, come lo yogurt, inoltre, non sono associati con l’ipercolesterolemia pericolosa sindrome metabolica. Lo ha rivelato Assolatte lo scorso settembre, citando i risultati di uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica “Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases” che assolve il consumo di prodotti caseari anche nelle persone che hanno un alto rischio cardiovascolare.

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