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La dieta perfetta esiste: eccola

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La dieta che seguiamo e quindi il modo in cui ci nutriamo (insieme a una corretta gestione del normale stress compreso nella vita) è una delle armi più potenti ed efficaci a nostra disposizione per mantenerci in salute e assicurarci una splendida longevità. Il legame tra cibo e salute è quello alla base della ‘dieta per la vita’. “Significa riscoprire un modo di mangiare che supporti quel piano di perfetta salute che è inscritto in ognuno di noi. E che può venire meno quando non riforniamo il nostro organismo di tutte quelle sostanze, spesso invisibili agli occhi, che gli sono necessarie per funzionare correttamente.

La dieta per la vita – dice all’ANSA Debora Rasio, medico, oncologo, ricercatrice, nota nutrizionista molto seguita anche su Facebook dove ha 40mila followers – è scritta dalla nostra biologia. Ed è fondata su leggi “universali” che non si modificano nel tempo e che hanno plasmato la vita dell’essere umano dall’inizio della sua evoluzione.

Nell’adattarsi a queste leggi, l’uomo ha compreso che esiste un tempo ideale per mangiare e uno per digiunare. Che gli alimenti devono essere preparati con particolari tecniche per neutralizzarne i veleni e ottimizzarne la capacità di “cedere” nutrienti. Ma anche che alcuni cibi sono assolutamente necessari per il corretto sviluppo di cervello, osso e sistema immunitario (e per questo sono stati considerati “sacri”). Che le calorie non hanno alcun valore, contano gli “effetti” di un cibo sulla nostra fisiologia. Ancora, che i fabbisogni nutrizionali di un bambino e di una donna in gravidanza sono diversi da quelli di un adulto e di un anziano; che la sera è opportuno mangiare poco e presto; che mangiare bene può fare la differenza tra salute e malattia”.

Un’alimentazione errata e uno stile di vita poco sostenibile, fisicamente e mentalmente, aprono le porte a tumori, malattie infiammatorie croniche. O all’ingresso di batteri, virus e funghi, oggi riconoscibili come responsabili non più soltanto di infezioni, ma anche di infarto, malattie autoimmuni, Parkinson, Alzheimer.

La dieta perfetta

Nel nuovo libro intitolato La dieta per la vita (Longanesi editore), Rasio scrive di ‘dieta perfetta’. Ossia quel regime alimentare che “fornisce non solo il corretto apporto di macronutrienti -proteine, carboidrati e grassi – ma anche di tutti quei micronutrienti – vitamine, minerali, oligoelementi – necessari ad attivare le reazioni chimiche alla base della vita.

Non solo: la dieta perfetta deve rispettare i ritmi circadiani dettati dall’alternanza di luce e oscurità in base ai quali non conta solo “cosa” e “quanto” mangiamo ma anche “quando” mangiamo. Le nostre cellule, infatti – ci spiega – durante il giorno sono programmate per trasformare con grande efficienza il cibo in energia. La sera, invece, si occupano della manutenzione degli organi riparando i danni derivati dall’attività giornaliera e rigenerando le parti usurate. Queste attività “serali” sono favorite dal digiuno e soppresse, invece, dal mangiare.

Quando mangiamo tanto e tardi le nostre cellule sono costrette a fare “gli straordinari”: devono deviare le energie a disposizione per mantenerci in salute verso la digestione e il metabolismo del cibo in un momento “sfavorevole” della giornata. Sono poco efficienti in queste funzioni e nello svolgerle producono stress ossidativo e infiammazione, due eventi cardine nello sviluppo delle malattie croniche.

La dieta perfetta deve anche occuparsi della salute del nostro microbiota, la popolazione di batteri, funghi e virus che vive dentro di noi e partecipa in modi spesso insospettabili alla nostra salute e che ha fabbisogno propri, distinti dai nostri. Deve anche ridurre al minimo l’apporto dei tanti “veleni” che sono spesso nascosti nei cibi, e deve essere il più possibile varia e fondata su cibi freschi e di qualità”.

L’importanza di vitamine e minerali nella dieta

Nel libro si sottolinea una enorme importanza di minerali e vitamine nell’ambito della corretta nutrizione. Che solitamente sono in secondo piano visto che si parla sempre di carboidrati, proteine ecc. Qual è invece il ruolo di questi micronutrienti? E come facciamo ad accorgerci se ci mancano e quali sono le giuste ‘dosi’ da avere per un funzionamento del corpo? Sono legati all’età?

“Vitamine e minerali sono le scintille che accendono tutte le funzioni vitali; senza di esse ci ammaliamo. Oggi è raro incontrare quelle carenze totali di vitamine che hanno causato pandemie di scorbuto, beriberi, rachitismo e infezioni. È invece diffusissima una mancanza cronica più lieve e subdola in quanto difficile da riconoscere: gengive che sanguinano per mancanza di vitamina C; lunette bianche sulle unghie a causa del deficit di zinco.

La carenza di vitamina D e A inficia il corretto funzionamento del sistema immunitario e ci predispone a infezioni; quando la K2 è scarsa le arterie calcificano e le ossa diventano fragili. Ssenza B12 la salute di nervi e cervello è compromessa: sviluppiamo formicolii, crampi muscolari, depressione e perdita della memoria che, se non riconosciute precocemente e corrette, risultano irreversibili. Abbiamo dimenticato il valore dei micronutrienti e la loro conoscenza, purtroppo, sta scomparendo anche dal sapere di noi medici il che è un evento terribile perché prima di imparare a curare le malattie dobbiamo conoscere come proteggere la nostra salute”.

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Il digiuno è una parola di moda: ma è sano?

“In realtà digiunare è un evento assolutamente naturale, a patto che abbiamo mangiato in abbondanza prima e siamo complessivamente ben nutriti. Una delle ragioni per cui oggi – risponde all’ANSA Debora Rasio – ci appare così difficile rinunciare anche solo per qualche ora a mangiare è che viviamo in una costante “fame di nutrienti essenziali”. Quando mangiamo cibo trasformato a livello industriale – privato quindi di vitamine, minerali, fibra, antiossidanti – e ricco in zuccheri, grassi pro-infiammatori e sale, sapientemente aggiunti in concentrazioni tali da attivare al massimo le aree del piacere e creare, così, dipendenza, smettere di mangiare per molti diventa letteralmente impossibile.

Ci hanno messo lo zampino anche i numerosi diktat delle diete – privi di fondamento biologico – che hanno progressivamente impoverito le nostre tavole di gusto, piacere e sazietà. Come possiamo sentirci sazi se i nostri pasti sono quasi sempre dissociati – se mangio le proteine non mangio i carboidrati – se soffriggere, trifolare e mantecare è divenuto un tabù, se la frutta va mangiata solo lontana dai pasti, se tutto ciò che è buono sembra diventato proibito?

Non è mica un caso che chi si mette a dieta prende più peso, negli anni, di chi si disinteressa completamente di calorie e bilance. O che chi mangia più cioccolata e frutta secca oleosa – alimenti considerati proibitivi perché ipercalorici – ingrassa meno, rispetto a chi se ne priva perché teme d’ingrassare. Che fare i famosi 5 pasti al giorno (i 3 canonici più gli spuntini) è la via migliore per disregolare il segnale dell’insulina e vedere lentamente e inesorabilmente salire l’ago della bilancia. Prima però di imparare a digiunare, dobbiamo imparare a mangiare bene, a saziarci di piacere e benessere”.

Praticato dalla notte dei tempi come momento di espiazione, purificazione o elevazione spirituale e mentale, negli ultimi anni il digiuno (nelle sue diverse forme: notturno, intermittente, totale ecc.) è stato riscoperto dalla medicina come pratica di benessere e salute. Nonché come la migliore risposta possibile alla sempre più ampia disponibilità di calorie.

Non si tratta dell’ultima novità della scienza della nutrizione, ma di una forma di astinenza che appartiene per natura ai programmi biologici che il nostro corpo ha sviluppato nel corso dell’evoluzione. Piuttosto moderna, al contrario, è l’anomalia di mangiare tre pasti completi al giorno aggiungendo, spesso e volentieri, degli spuntini fra l’uno e l’altro. Come (ahimè) anche molte diete insegnano. Così facendo sovraccarichiamo il già oneroso compito della digestione e del metabolismo, che sono fra i processi vitali che richiedono più energia alle nostre cellule.

La chiave del digiuno in una dieta sana

Rinunciando invece al cibo – spiega la dottoressa – per un determinato periodo di tempo possiamo alleggerire il lavoro dell’organismo. Consentendogli di dedicarsi a funzioni altrettanto necessarie come eliminare tossine e riparare e rinnovare le cellule danneggiate. Il digiuno non ha soltanto i due effetti banalmente noti a tutti: far venir fame e contribuire al dimagrimento. La mancanza di nutrienti nel sangue avvia anche una vasta gamma di programmi inscritti nel codice genetico universale che ci rendono più resistenti a diverse forme di stress, che domano l’infiammazione, che ottimizzano il funzionamento delle nostre cellule e che ci aiutano a prevenire la maggior parte delle malattie.

Senza di essi perdiamo efficienza metabolica e, con essa, la capacità di difenderci da obesità, diabete, infarti, ictus, tumori, demenza e malattie autoimmuni.

Per rimediare al sempre più diffuso squilibrio alimentare, la dietologia moderna fino a oggi si è indirizzata quasi esclusivamente verso la dieta intesa in termini di restrizione calorica. Secondo la quale è imperativo assumere meno calorie rispetto al proprio fabbisogno. Un approccio che, a ben guardare scrive Rasio nel libro La dieta per la vita, è innaturale e inefficace (come del resto dimostra il fallimento delle diete ipocaloriche nel contrastare sovrappeso e obesità).

Restringere a lungo l’assunzione di cibo, infatti, cozza contro programmi biologici potenti che hanno garantito la sopravvivenza della specie umana nel corso dell’evoluzione. La restrizione calorica, fra l’altro, non procura quelle molteplici funzioni benefiche, essenziali per il nostro organismo, che vengono invece garantite dal digiuno e dal giusto alternarsi fisiologico tra il saziarsi e l’astinenza, tra l’ampia disponibilità energetica e la mancanza di cibo.

Il digiuno non funziona da solo, ha bisogno di essere alternato a gratificanti periodi di rialimentazione con un regime alimentare abbondante e sano, che assicuri alle cellule tutti i nutrienti utili per la loro ricostruzione e rigenerazione.

Solo l’intermittenza tra il digiuno e la ripresa dell’alimentazione può attivare a 360 gradi tutti i programmi di pulizia, riparo, crescita, proliferazione e rafforzamento che hanno consentito all’uomo di sopravvivere ed evolvere nel corso di milioni di anni.

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