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Troppo sale: rischio ipertensione, danni ai reni e cancro allo stomaco

ROMA – Troppo sale: in moltissimi casi è questa la causa di ipertensione e danni ai reni, ma anche una delle cause del cancro allo stomaco e dell’osteoporosi. In Italia ne assumiamo davvero in eccesso: in media al giorno tra gli 8,5 grammi delle donne e i 10,9 degli uomini contro i 5 grammi (non di più) consigliati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

E uno studio congiunto dell’Università di Harvard e del Mit ha notato che potrebbe esserci un legame fra il consumo eccessivo di sale e le malattie autoimmuni come diabete e sclerosi multipla. 

Troppo sale è presente soprattutto nell’alimentazione del sud Italia: Calabria, Puglia, Sicilia e Basilicata, dice lo studio Minisal, sono le regioni dove se ne consuma di più. Sardegna, Molise, Lazio e Lombardia quelle in cui se ne consuma meno, ma comunque sopra i livelli di guardia dell’Oms.

Eppure ridurre il sodio nell’alimentazione quotidiana abbassa la pressione, riducendo il rischio di ictus e infarto. Secondo uno studio del British Medical Journal ripreso da Elena Dusi su Repubblica se si riducesse del 15% il consumo di sale si potrebbero salvare 9 milioni di vite. Per l’autorevole rivista Lancet il sale sarebbe addirittura uno dei grandi killer insieme a fumo e colesterolo cattivo. 

La facilità di eccedere con il sale è causata dalla presenza di sodio in molti cibi. Spesso mangiamo il sale senza saperlo. Sono soprattutto gli alimenti lavorati, come insaccati e formaggi, ad avere un alto contenuto di sale. Solo il 30% circa dell’apporto giornaliero di sale arriva direttamente dalla saliera. 

Diminuire l’apporto di sale aiuta anche a contrastare le carenze genetiche. Meno sodio aiuta a diminuire la presenza nelle urine di uromodulina, proteina che causa un maggior assorbimento di sale da parte dei reni, aumentando il rischio di ipertensione. E di infarto. 

 

 

 

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