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Pressione alta, colazione: il cereale per tenerla sotto controllo

La pressione alta è sperimentata da una grossa fetta della popolazione. La malattia ipertensiva rappresenta in Italia il più rilevante fattore di rischio per infarto miocardico e/o cerebrale (prime due cause di morte nella nostro Paese), scompenso cardiaco, insufficienza renale cronica e/o fibrillazione atriale. 

Più del 30% della popolazione italiana adulta ne soffre, con percentuali ampiamente superiori nelle fasce più avanzate di età. Inoltre, almeno il 30% degli italiani sono ipertesi, ma ignorano del tutto di esserlo. La maggior parte dei casi di ipertensione è dovuta ad abitudini di vita non corrette e questo testimonia quanto sia importante fare leva sulla prevenzione.

Come si legge sul sito Express Uk, numerosi studi hanno suggerito che mangiare avena può aiutare a tenere sotto controllo la pressione sanguigna. “La fibra può essere benefica per la pressione sanguigna – si legge sul sito britannico – ma è in particolare la fibra solubile (contenuta nell’avena) che è stata associata alla riduzione della pressione sanguigna”. Uno studio di 12 settimane, che ha coinvolto 110 persone con ipertensione non trattata, ha riscontrato che l’assunzione di 8 g di fibre solubili di avena al giorno ha ridotto la pressione sistolica e diastolica, rispetto al gruppo di controllo.

Un altro studio di sei settimane citato da Express riguarda 18 persone con livelli elevati di pressione sanguigna e ha dimostrato che quelli che hanno consumato 5,5 g di beta-glucano (una fibra solubile) al giorno hanno sperimentato una riduzione della pressione. Controllarla costantemente ha dei benefici anche per la salute del cervello. La pratica è associata a un minor numero di cambiamenti avversi, il che potrebbe significare minori rischi di demenza e compromissione cognitiva. Accavallare le gambe o parlare nel bel mezzo della procedura sono invece due degli errori più comuni ed evitabili quando si misura la pressione. Anche avere la vescica piena è un altro errore così come avere il braccio appeso al fianco o alzato durante la lettura.