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Operazione pancia piatta: 6 modi per favorirla

Avere la pancia è un rischio per la salute, anche se non si è in sovrappeso. L’accumulo di grasso nella zona addominale, anche con un indice di massa corporea nella norma, può portare a un rischio a lungo termine di problemi cardiovascolari raddoppiato. Inoltre, pancia e grasso sui fianchi in alcune donne si associano a un maggiore rischio di diabete di tipo 2, come evidenziato da uno studio sulla rivista Nature Genetics. Vi proponiamo una serie di consigli per cercare di contrastare la pancia.

Dormire a sufficienza. Quando non lo facciamo, aumentano i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress), che dice al tuo corpo di risparmiare energia. Conservare energia significa mettere su grasso corporeo piuttosto che bruciarlo. Il tutto a favore di un addome pronunciato.

Fa’ in modo che tua dieta deve essere ricca di legumi, fagioli e verdure come cavoli, cavolfiori e cavoletti di Bruxelles. Se ti provocano aria mangiali lentamente, senza abbuffarti. Sono ottimi alleati della dieta per il potere saziante dato dalle proteine di cui sono composti, si abbinano facilmente a tutte le diete grazie al loro apporto di proteine e fibre.

Il tè verde è alleato: contiene composti chiamati catechine, che aumentano il rilascio di grasso dalle cellule adipose, aiutano ad aumentare il dispendio energetico e accelerano la combustione dei grassi da parte del fegato.

Ridurre l’assunzione di sale per aiutare a battere le gonfiori addominali. Questo vale anche per gli alimenti che sono ricchi di quello nascosto, o meglio, presente negli ingredienti anche se non lo immagini. Per esempio quello nei cibi confezionati.

Non essere stressata. Quando sei spaventata, il tuo corpo produce più ormone dello stress che ha un effetto negativo sul tuo sistema digestivo, lasciandoti una sensazione di gonfiore.

Cura la salute del tuo microbiota intestinale, ormai è cosa nota che sia un secondo cervello. Nel 2018 una scienziata italiana ha scoperto che la ‘pancetta’, il grasso accumulato sull’addome, è colpa dell’interrelazione tra i batteri intestinali (microbiota), la dieta adottata e le molecole rilasciate dai batteri stessi in risposta al cibo ingerito. Lo studio è firmato da Cristina Menni che ha spiegato: “la nostra ricerca – che per la prima volta ha analizzato le sostanze chimiche prodotte dai batteri nell’intestino, i cosiddetti metaboliti misurabili nei campioni fecali dei pazienti – ha consentito di identificare quali di queste molecole in particolare si associano ad accumulo di grasso sulla pancia”.