Salute

Diabete e dieta liquida radicale: cosa può succedere

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Una dieta liquida radicale potrebbe portare alla remissione del diabete di tipo 2. Nel Regno Unito, da aprile, usufruendo del Sistema Sanitario Nazionale, cinquemila pazienti obesi saranno alimentati con 800 calorie al giorno seguendo un regime alimentare a base di zuppa e frullati. Secondo uno studio condotto presso l’Istituto di ricerca clinica dell’Università di Newcastle, nove pazienti su dieci che hanno seguito la dieta restrittiva delle calorie per 12 mesi hanno “guarito” il diabete di tipo 2.

Come si legge sul Daily Mail, il professor Roy Taylor, dell’Università di Newcastle, ha dichiarato: “Attraverso la dieta e la costanza i pazienti sono in grado di perdere grasso e potenzialmente invertire il diabete. Prima viene fatto dopo la diagnosi, più è probabile che si possa ottenere la remissione”.

Il diabete colpisce nel mondo 422 milioni di persone e nel 90% dei casi si tratta di ‘diabete di tipo 2‘ o insulino-resistente in cui, cioè, il corpo non risponde bene all’insulina (ormone che regola la glicemia, ovvero la concentrazione di zucchero nel sangue). Fino alla sperimentazione clinica, denominata ‘Direct’, coordinata da Taylor in cui si è dimostrato che una dieta ferrea può portare la malattia in remissione, il diabete è stato sempre considerato una malattia cronica che peggiora col tempo.

In generale, un pasto ‘colorato’ da frutta e verdura, con l’olio al posto del burro, pesce al posto della carne e tanta acqua sono alcuni dei suggerimenti dei medici per il pasto ideale di un malato di diabete. Meglio evitare invece la carne e il burro, da sostituire con l’olio, e fare attenzione a non esagerare con l’alcol e il sale. Infine non abusare del caffè, che in quantità moderate ha un effetto protettivo dal diabete, ed evitare i cibi con il fruttosio. Svolgere attività fisica regolarmente, anche solo 20-30 minuti al giorno o 150 minuti alla settimana, evitando periodi di inattività superiori ai 2 giorni consecutivi.