Diete cheto aumentano rischio cancro? Evitando le fibre…

La dieta cheto povera di fibre può essere un pericolo per la salute?

Le diete a basso contenuto di carboidrati aumentano il rischio di cancro? Evitando pane, cereali e patate, si potrebbe perdere un elemento fondamentale per la salute: le fibre, che hanno un effetto protettivo contro il cancro intestinale. Lo stottolinea un articolo del Daily Mail.

I sostenitori delle diete proteiche affermano che questi approcci aiutino le persone a perdere peso velocemente, a controllare lo zucchero nel sangue, a battere il diabete di tipo 2. E questo è vero. Ma l’abbandono dei carboidrati comporta anche l’eliminazione di calorie significative dalla dieta. Il professor Maciej Banach, dell’Università medica di Lodz in Polonia, ha dichiarato:

“Queste diete dovrebbero essere evitate. Potrebbero essere utili a breve termine per perdere peso, abbassare la pressione sanguigna e migliorare il controllo della glicemia, ma il nostro studio suggerisce che a lungo termine sono collegati a un aumentato rischio di morte per qualsiasi causa”.

Il dottor Ian Johnson, membro emerito del Quadram Institute Bioscience, afferma: “Sulla base delle prove, mangiare una dieta povera di fibre per un lungo periodo di tempo potrebbe portare ad un aumentato rischio di cancro del colon-retto. Una dieta chetogenica per un paio d’anni potrebbe non avere effetto – ma la verità è che non lo sappiamo. L’effetto protettivo della fibra potrebbe essere circa due volte se si confrontano quelli che mangiano meno con quelli che mangiano di più”.

Che consumare fibre e cereali integrali si associ a minor rischio di sviluppare malattie quali diabete, cancro, infarto e ictus (le cosiddette malattie non trasmissibili) è confermato anche da uno studio è stato condotto da Andrew Reynolds dell’Università di Otago in Nuova Zelanda. È emerso inoltre che bisogna consumare almeno 25-29 grammi di fibra al giorno e anche di più per amplificarne gli effetti protettivi. Gli autori hanno sottolineato che il beneficio viene dalle fibre naturalmente presenti nel cibo (frutta, verdura, legumi e cereali integrali) e non dagli integratori di fibra in vendita in farmacia.

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