Diabete regredito a 3 persone con la dieta del digiuno a intermittenza

Diabete giovanile (tipo 1): dalla immunoterapia nuove speranze
ROMA – La dieta del digiuno a intermittenza potrebbe, almeno in alcuni casi, far “regredire” il diabete consentendo di controllare la glicemia senza farmaci, ovvero di sospendere del tutto l’insulina e anche (in parte o completamente) gli altri farmaci prescritti per la malattia.
Sembra suggerirlo una ricerca che ha coinvolto per ora solo tre pazienti e che è stata pubblicata sul ‘British Medical Journal Case Reports’. Lo studio è stato condotto da Jason Fung del Scarborough Hospital in Canada.  Frida Leonetti dell’Università La Sapienza di Roma, ha commentato: 

“I case report terapeutici non hanno grande valore scientifico se dobbiamo studiare una terapia dobbiamo usare ‘trial clinici randomizzati controllati’ con certi criteri idonei a dimostrare l’ipotesi di studio, con un metodo rigido che possa salvaguardare i pazienti da effetti collaterali a breve e a lungo termine; riportare tre casi clinici può diventare un messaggio fuorviante”. Peraltro in sé che il dimagrimento sostenuto nel tempo sia efficace contro il diabete è cosa nota, afferma l’esperta, membro della Società italiana di Diabetologia (SID). “Non a caso l’80% dei diabetici ha un’eccedenza ponderale tanto che si parla di ‘diabesità’, quindi è chiaro che se il paziente perde peso si ottiente un maggior controllo della glicemia e il diabete apparentemente torna indietro; la dieta è una terapia – continua l’esperta – e la prima terapia del diabete è la dieta, quindi non mi sembra una novità”.

“L’efficacia della dieta contro il diabete, però, si ha solo se io riesco a ridurre il peso nel lungo termine (cosa difficilissima) – sottolinea; tuttavia il cambiamento di stili di vita del paziente obeso e diabetico è difficile da ottenere perché l’obesità è prima di tutto un problema sociale, con difficoltà economiche alla base; la dieta sbilanciata ricca in carboidrati è più economica. E poi c’è oggi un problema di assistenza perché gli obesi sono sempre di più e non ci sono strutture a sufficienza per gestirne il cambiamento di stili di vita e quindi garantirne il dimagrimento sul lungo periodo”. Il diabete di tipo 2, la forma più diffusa, compare quando il paziente non riesce più a regolare lo zucchero nel sangue (glicemia) perché il suo organismo non risponde più (si dice che diviene resistente) all’insulina. Questi pazienti oltre a somministrarsi l’ormone, prendono spesso anche altri farmaci per gestire la malattia.

In questo studio tre maschi tra i 40 e i 67 anni tutti diabetici in sovrappeso sono stati sottoposti a digiuno terapeutico dopo aver seguito un seminario esplicativo sulla malattia, sui corretti stili di vita e su come organizzare la ‘terapia del digiuno’, caratterizzata appunto dall’alternare a giorni di normale (e sana) alimentazione, giorni in cui si poteva bere (tè, caffè, acqua, brodo) e consumare una cena leggera. Due dei pazienti nell’arco di un mese hanno potuto sospendere l’insulina, il terzo in soli 5 giorni. I pazienti hanno anche potuto sospendere tutti o in parte gli altri farmaci che prendevano abitualmente per il diabete. Tutti hanno mostrato un abbassamento sostanziale dei valori glicemici, sia a digiuno sia la glicemia media e perso dal 10% al 18% del loro peso iniziale.

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