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Diabete di tipo 2 e Alzheimer: il possibile legame

Il diabete di tipo 2 potrebbe portare al morbo di Alzheimer: le associazioni tra le due malattie sono molto forti.

Uno studio condotto su persone affette da Alzheimer ha riscontrato che l’81% aveva il diabete o comunque aumentati livelli di zucchero nel sangue.

Questo rapporto potrebbe spingere ad un approccio diverso nella cura della patologia, affrontando preventivamente il diabete di tipo 2 in anticipo.

Come si legge sul Daily Mail, i ricercatori stanno pensando ora alla demenza come parte dello spettro di malattie legate alla malattia metabolica.

Obesità o sovrappeso, ipertensione, diabete di tipo 2 e colesterolo alto sono i cinque problemi che insieme vengono definiti sindrome metabolica.

“Pensare alla demenza come a una malattia metabolica mostra una chiara strada da percorrere”, afferma il dottor Ivan Koychev, ricercatore all’Università di Oxford.

“Dato che l’intero processo di demenza inizia da dieci a 15 anni prima che emergano i primi sintomi, dobbiamo iniziare a controllare questi fattori nella mezza età”, afferma.

“Previeni il diabete e le malattie metaboliche e potresti anche prevenire la demenza”, specifica.

Un rapporto ancora oggetto di indagine.

Bisogna tuttavia specificare che la scienza è ancora oggetto di indagine perché non tutti i diabetici sviluppano il morbo di Alzheimer e non tutti i malati di Alzheimer hanno il diabete.

Test hanno però dimostrato che le cellule cerebrali dei malati Alzheimer erano resistenti all’insulina.

E nel cervello se le cellule non riescono ad assumere il glucosio non possono comunicare correttamente, portando a problemi con la memoria.

L’eccesso di insulina può anche ridurre la quantità di un enzima nel cervello responsabile del controllo di una sostanza chiamata amiloide, che se si accumula crea danni.

Koychev sottolinea che: “Questi studi dimostrano che più alto è il livello di zucchero nel sangue della persona, peggio il suo cervello usa il glucosio”.

“Se c’è una parte del cervello in cui non c’è molta assunzione di glucosio, sappiamo che c’è potenzialmente qualcosa che non va”, aggiunge.