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Le bibite gassate light vanno bene se vuoi dimagrire?

Create in origine negli anni ’50 per fornire ai diabetici una bevanda dolce e gassata da poter bere, le bibite light senza zucchero sono state presto commercializzate per chi aveva come obiettivo quello di dimagrire, come modo per sorseggiare una bevanda priva di calorie ma con più sapore dell’acqua. Le aziende produttrici di bibite light hanno sostituito lo zucchero (da varie fonti, una delle quali è lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio) con dolcificanti artificiali come l’aspartame e la saccarina, per creare le cosiddette “versioni più salutari” e dietetiche. Ma la ricerca sta iniziando a dimostrare che queste bevande non sono la panacea, nemmeno per chi vuole dimagrire.

Molti studi hanno dimostrato come le bibite dietetiche possano stimolare la voglia di dolce. E di come le persone rischino di compensare le calorie che risparmiano dalle bibite light con scelte alimentari più caloriche. E, infine, come queste possano cambiare la nostra microflora intestinale.

Si ritiene che i sostituti artificiali dello zucchero utilizzati per ridurre le calorie influenzino il corpo in più modi che possono effettivamente portare ad un aumento di peso.

Le bibite light per dimagrire? Cosa dice la scienza

L’aspartame, che è uno dei tanti dolcificanti artificiali utilizzati nelle bibite dietetiche, è considerato sicuro dall’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare). L’efsa ha più volte ribadito che le nuove prove disponibili, compreso lo studio FER, “non davano adito a (…) riconsiderare le precedenti valutazioni sulla sicurezza dell’aspartame e nessun motivo per rivedere la DGA precedentemente stabilita (…) di 40 mg/kg di peso corporeo/giorno”.

Gli altri tre dolcificanti artificiali approvati e spesso presenti nelle bevande dietetiche includono: saccarina , acesulfame di potassio (Ace-K) e sucralosio.

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Tuttavia, generalmente sembra che questi sostituti dello zucchero non riescano a fare ciò per cui sono progettati in termini di prevenzione dell’obesità, del diabete e di altri aspetti della sindrome metabolica.

In uno studio condotto su topi da scienziati del Massachusetts General Hospital, per esempio, è emerso che l’aspartame può bloccare un enzima chiamato fosfatasi alcalina intestinale (IAP). Si tratta di un enzima intestinale che, in quei topi, ha dimostrato di prevenire la sindrome metabolica. IAP normalmente funziona nell’intestino bloccando l’infiammazione e mantenendo una buona barriera intestinale. L’aspartame viene scomposto in fenilalanina nell’intestino. La fenilalanina blocca la IAP, che normalmente agisce per proteggere dall’obesità e dal diabete. Quindi inibendo la IAP, l’aspartame finisce per predisporre gli individui a questi disturbi.

Un documento pubblicato su PLoS ONE ha esaminato il consumo di dolcificanti artificiali di quasi 1.500 persone in 28 anni. Lo studio ha rivelato che coloro che consumavano regolarmente aspartame, saccarina, acesulfame di potassio o sucralosio (e non solo nelle bibite light) avevano maggiori probabilità di avere indice di massa grassa maggiore e e maggiore incidenza di obesità, rispetto a chi non utilizzava dolcificanti ipocalorici. Gli autori sottolineano che i meccanismi di associazione tra l’uso di questi dolcificanti e l’aumento dell’obesità addominale sono ancora sconosciuti. Tuttavia, ipotizzano che i dolcificanti ipocalorici possano interferire con i segnali di sazietà, suggerendo che gli utenti potrebbero essere indotti a mangiare troppo perché il cervello non riceve lo stimolo di sazietà.

4 modi per ridurre il consumo di bibite light

Come abbiamo detto, non è dimostrato che il consumo di bibte light sia dannoso. Tuttavia, puoi voler decidere di limitarne l’uso soprattutto se hai come obiettivo quello di dimagrire. Non è facile abbandonare l’abitudine alle bibite gassate, che tu sia a dieta per dimagrire o meno.

Bere una bevanda gassata light ogni tanto non comporterà certo dei rischi per la tua salute. Tuttavia, l’acqua dovrebbe sicuramente essere la nostra bevanda preferita e la nostra prima scelta. Se ti sei reso conto di essere dipendente dalle bibite gassate light, sappi che le nostre papille gustative sono regolabili. Quindi è possibile svezzarti da loro, a patto di seguire alcuni semplici passaggi per ridurre gradualmente il consumo. Ovviamente, l’importante è non passare alle bibite gassate non light, che contengono moltissimi zuccheri aggiunti.

  1. Se la tua bevanda dietetica preferita contiene caffeina, affrontare gli effetti dell’astinenza da caffeina può essere una delle parti più difficili dell’abbandono dell’abitudine alle bibite dietetiche. Ma per fortuna il caffè è onnipresente nella nostra società. Invece di bere una bibita contenente caffeina, sorseggia mezza tazza di caffè. Oppure, se il caffè non fa per te, bevi tè con caffeina.
  2. Aggiungi un po’ di zucchero vero al tuo caffè o tè per darti un tocco di dolce senza ricorrere dolcificanti. L’aggiunta di un cucchiaino di zucchero può aggiungere abbastanza dolcezza da saziarti, ma ha solo 16 calorie. Puoi placare il tuo cervello dandogli una dose di dolce una volta al giorno, ma non superare mai il cucchiaino.
  3. Passa all’acqua frizzante per ottenere la frizzantezza. Se l’acqua frizzante è troppo noiosa per le tue papille gustative, prova le versioni aromatizzate e non zuccherate, ma controlla attentamente l’elenco degli ingredienti per assicurarti che sia priva di zuccheri aggiunti o dolcificanti. Puoi anche aggiungere uno o due spruzzi del tuo succo di frutta preferito senza zuccheri aggiunti o mescolare frutta fresca o spezie come limone, fragole, menta, cetriolo.
  4. Prova a programmare la tua bibita gassata light solo per quelle volte che sai di averne davvero voglia. Non privartene del tutto, ma limitale per esempio al fine settimana.