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Fmi: “Donne che lavorano sono troppo poche e poco retribuite”

NEW YORK – Le donne che lavorano sono troppo poche, e guadagnano meno degli uomini: l’allerta arriva dal Fondo Monetario Internazionale, guarda caso proprio quando al vertice dell’istituzione c’è una donna, la ex ministra francese Christine Lagarde.

L’Fmi nota anche come siano pochissime quelle che occupano molte posizioni di comando, solo il 4% degli amministratori delegati delle società dello S&P 500. E lancia un suggerimento: un numero maggior di donne al lavoro aiuterebbe la ripresa economica, accelerandola: il prodotto interno lordo americano salirebbe del 5%, quello giapponese del 9% e quello degli Emirati Arabi Uniti del 12%.

”Il numero di donne nella forza lavoro resta al di sotto di quello degli uomini: le politiche fiscali e di spesa dei governi, così come le regole del mercato del lavoro, possono essere riformate per spingere l’occupazione femminile” perché ”l’aumento della partecipazione femminile sul mercato del lavoro si tradurrebbe in benefici per tutti”, ha detto il direttore generale Lagarde, sottolineando che le differenze fra i ”tassi di partecipazione maschile e femminile sono diminuiti ma restano elevati in molte aree”.

Così come è elevato il gap dal punto di vista dei salari, che nei paesi dell’Ocse è del 16% e questo anche perché ”le donne trascorrano ogni giorno 2,5 ore in più degli uomini in lavori non retribuiti”. Differenze ”significative” sono sperimentate anche nelle ore di lavoro retribuite e nella partecipazione al mercato del lavoro part time.

Le donne ”contribuiscono in modo sostanziale al welfare economico tramite lavoro non retribuito, prosegue lo studio del Fmi, come l’allevamento di bambini e i compiti casalinghi, che spesso non sono visti e non sono considerati nel pil. La capacità delle donne di partecipare al mercato del lavoro è limitata dall’elevato tempo speso in lavori non retribuiti: in media le donne spendono il doppio del tempo degli uomini in lavori domestici e quattro volte il tempo degli uomini nella cura dei bambini”. Ostacoli questi che minano la posizione delle donne nel ruoli di comando.

Poche donne nelle posizioni di leadership: nel periodo 2008-2012 gli amministratori delegati donne delle società dello S&P 500 erano il 4%, mentre nei 27 Paesi dell’Ue solo il 25% dei proprietari d’azienda è donna e nel 2012 solo il 20% dei posti nei parlamenti del mondo era occupato da donne.

(Nella foto LaPresse Christine Lagarde, direttore generale dell’Fmi)

2 risposte su “Fmi: “Donne che lavorano sono troppo poche e poco retribuite””

PROPONGO HA TUTTI DI RIFLETTERE DETTAGLIATAMENTE SULLA SEMPLICISSIMA LOGICA;SE TRATTASI CHE UNA DONNA NON E ANCORA SPOSATA,OPPURE E’ SPOSATA E ANCORA NON HA AVUTO LA FORTUNA DI AVERE FIGLI,PUO’LAVORARE HA PIENO RITMO;(INTENDIAMOCI SE HA DOTI PER POTER ESPLETARE IL LAVORO AFFIDATO),MENTRE SE SI E’ SPOSATI E’ SI HANNO FIGLI,DEBBONO ACCUDIRE E’ COCCOLARE I PROPRI FIGLI,ANZICCHE’ ABBANDONARLI A SE STESSI COME ACCADE SPESSO,OPPURE SBALLOTTARLI DAI NONNI HO DA AMICI,OPPURE CON LA TATA;(TUTTI ABBIAMO SAPUTO DEI VARI CASI RIPROVEVOLI ACCADUTI).

INOLTRE E’ NON DA MENO,LA DONNA CHE LAVORA; PRIMA DI TUTTO NON RENDE PIU’ DI TANTO PERCHE’ E’ STANCA PER LE FACCENDE DOMESTICHE ESPLETATE,INOLTRE ED IN MODO PARTICOLARE;TRA STANCHEZZA,LAVORO,LA TENSIONE,IL DISBRIGO DELLE FACCENDE DOMESTICHE,E’ VIA DI SEGUITO,SVARIATE DONNE SONO “SCONTROSE” CON I PROPRI FIGLI,LI UMILIANO,LI PICCHIANO ANCHE PER UN NONNULLA,GLI PARLANO MALE, ECC.,ECC.;PER CUI,SI DOVREBBE ORGANIZZARE PER DARE ALLE MAMME QUALCHE PICCOLO LAVORO PAR-TAIM HA DOMICILIO PER NON FARLE OZIARE NEI PICCOLI RITAGLI DI TEMPO,E’ PER QUADAGNARE QUALCHE SOLDINO NETTO NETTO.

DIFATTI,SE TUTTI RIFLETTIAMO,SE LA DONNA LAVORA FUORI CASA,LO STIPENDIO DI SOLITO NON BASTA PER SOSTENERE LE SPESE OCCORRENTI PER RECARSI SUL LUOGO DEL LAVORO E’ PER ALTRE NECESSITA’.

INOLTRE,PUR SE IN SVARIATE STRUTTURE SONO ASSUNTE SVARIATE DONNE,NON SI RISOLVE QUASI NULLA;E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI COSA SUCCEDE QUOTIDIANAMENTE INTORNO HA NOI;HA MIO AVVISO BISOGNA ASSUMERE PRIMA TUTTI GLI UOMINI,E’ SE C’E’ LAVORO QUALCHE DONNA PIU’ LIBERA E “SOPRATUTTO” CAPACE DI ESPLETARE IL LAVORO HA REGOLA D’ARTE E’ PER LOGICA.

SONO UNA DONNA ANCH’IO ED O’SEMPRE SERIAMENTE LAVORATO,PRIMA HA DOMICILIO,E DA OLTRE 30anni ASSIEME HAI MIEI FIGLI HO FONDATO UNA SERIA STRUTTURA FUORI CASA;E’ STATO PER SERIE NECESSITA’ DELLA VITA.

CON L’AUGURIO CHE SI CREANO SERIE ORGANIZAZZIONI PER RISOLVERE SVARIATI PROBLEMI CHE ATTANAGLIANO NOI TUTTI,E’ I POVERI “BAMBINI” SOFFRONO AMARAMENTE PER LA CRUDELTA’ E’ INCOMPRENSIONE DI SVARIATI IGNOBILI ADULTI MALTRATTANDOLI IN SVARIATO GENERE SEGNANDOLI PER TUTTA LA VITA;NON E GIUSTO,E’ VERGOGNOSO CHE SVARIATE MAMME SI RECANO SUL LUOGO DEL LAVORO PER ESPLETARLO AL COMPLETO ROVESCIO DANNEGGIANDO FAMIGLIE INTERE TRAMITE FALSIFICAZIONI DI ATTI,FIRME FALSE, CANCELLAZIONI DI N.RELATIVI AL C.P.PER SCRIVERE ALTRI N.PER DANNEGGIARE LE VITTIME DI CRUDELTA’ DI ALTRE DONNE SPREGEVOLI.
(PROVE TANGIBILI) ECCO IN COSA CONSISTE IL LAVORO DI SVARIATE DONNE INCAPACI,(HO PER MEGLIO DIRE CAPACI SOLO DI TRUCCARSI, SVARIATE VOLTE PETTINARSI IN MODO STRANO, APPLICARSI SULLE UNGHIE STRANEZZE,CRUDELI, IGNOBILI E’ VIA DICENDO.

CHIEDO SCUSA DEGLI EVENTUALI ERRORI ORTOGRAFICI O FREQUENTATO SOLO FINO ALLA IV E.PER CRUDELTA’DI TERZI.

“Le donne che lavorano sono troppo poche, e guadagnano meno degli uomini: l’allerta arriva dal Fondo Monetario Internazionale, guarda caso proprio quando al vertice dell’istituzione c’è una donna, la ex ministra francese Christine Lagarde.”

Le donne che lavorano sono meno degli uomini perchè:
– ancora molte donne, se il salario del marito può loro permetterlo, preferiscono restare ad accudire casa e figli. Si tratta di una scelta che la cultura occidentale ritiene dignitosa e rispettabile.
– le donne rifiutano di svolgere determinati lavori considerati pericolosi, sporchi o pesanti.
Il confronto tra i numeri nudi e crudi dei lavoratori maschi e femmine, pertanto, è disonesto.

Il datore di lavoro ha il diritto di pagare i dipendenti in base a criteri meritocratici. Possiamo loro imporre dei valori minimi. ma è ovvio che il datore di lavoro premierà colui che rende di più.

Che invece, in ambito statale, soprattutto in Italia, vi sia disparità di trattamento economico tra dipendenti maschi e femmine, è assolutamente falso.
Il maestro prende quanto la maestra, il professore quanto la professoressa, e via discorrendo.
Il confronto fra salari/stipendi va fatto a parità di anzianità, livello, mansione e, soprattutto, ore di straordinario.

Il fatto poi che in italia le donne vadano in pensione cinque anni prima degli uomini, a fronte di una maggior speranza di vita, di conseguenza, pagando meno contributi, causa un aggravio sulla collettività dei lavoratori di almeno 200.000 euro per ogni donna assunta.

Le donne fanno più assenze (maternità, disturbi mestruali) ed hanno o causano cali di produttività per l’alterabilità dovuta al ciclo in caso di sindrome premestruale.

La Lagarde, lo ricordo, è colei che ha goduto dell’estromissione di Strauss-Kahn con il giochetto delle false accuse.

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