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Lo zucchero può cambiare la chimica del cervello: lo studio

Lo zucchero può cambiare la chimica del cervello. E’ quanto emerge da uno studio dei ricercatori dell’Università di Aarhus, in Danimarca, pubblicato sulla rivista Scientific Reports. Gli studiosi hanno approfondito l’argomento esaminando cosa succede nel cervello dei maiali quando bevono acqua zuccherata. La conclusione è stata che lo zucchero influenza i circuiti di ricompensa del cervello in modo simile a quelli osservati quando si consumano droghe che creano una dipendenza.

Come si legge sul sito Medical X Press, lo studio si è basato sull’analisi di sette suini che hanno ricevuto due litri di acqua zuccherata ogni giorno per un periodo di 12 giorni. I ricercatori hanno mappato il cervello degli animali all’inizio dell’esperimento, dopo il primo giorno e dopo il 12 ° giorno di assunzione della bevanda.

Michael Winterdahl, professore associato presso il dipartimento di medicina clinica dell’Università di Aarhus, uno dei principali autori del lavoro ha spiegato: “Non c’è dubbio che lo zucchero abbia diversi effetti fisiologici, e ci sono molte ragioni per cui non è salutare. Ma ho avuto dubbi sugli effetti dello zucchero sul nostro cervello e sul nostro comportamento, speravo di riuscire a uccidere un mito”. Ma così non è stato.

“Dopo solo 12 giorni di assunzione di zucchero, abbiamo potuto vedere importanti cambiamenti nei sistemi di dopamina e oppioidi del cervello. In effetti, il sistema oppioide, che è quella parte della chimica del cervello che è associata al benessere e al piacere, era già attivato dopo la prima assunzione”, afferma Winterdahl.

Un precedente studio condotto presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore nel 2016 aveva affermato che troppo zucchero “manda in tilt” il cervello, ferma la riproduzione delle cellule staminali dell’ippocampo – il centro nervoso dei ricordi. La ricerca ha svelato uno dei motivi per cui una dieta scorretta e troppo ricca di zuccheri raffinati come quelli presenti in dolci, bibite, cibo spazzatura, deteriora le performance cognitive.