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Pressione alta, 3 tipi di cibi da eliminare o limitare

Una persona su tre ha la pressione alta. Chi soffre di ipertensione o è a rischio di svilupparla può suddividere i cibi in tre macro-categorie da eliminare dal carrello, acquistare con moderazione o di cui fare scorta a volontà.

Gli alimenti da evitare: tutti i prodotti ad alto contenuto di sale (insaccati, cibi industriali, prodotti in salamoia, alimenti conservati sotto sale) o troppo ricchi di zuccheri. Da evitare anche i condimenti in eccesso: meglio dare sapore con le spezie.

Gli alimenti da limitare: vino, caffè e tè ma anche carni rosse, formaggi e prodotti pronti da forno. I cibi anti-ipertensione: il carrello può essere riempito di frutta, verdura, legumi, carni bianche e pesce. Essenziale anche bere a sufficienza, almeno 1,5 litri al giorno di acqua preferibilmente oligominerale.

Lavorare troppe ore in ufficio (dalle 9 del mattino alle 5 del pomeriggio), sotto stress, senza dormire sufficientemente e senza fare esercizio fisico può aumentare notevolmente il rischio di pressione alta, fino al 70%.  E’ quanto emerge da uno studio quinquennale che ha esaminato oltre 3.500 impiegati in Canada, citato dal Daily Mail.

Gli scienziati della Laval University nel Quebec hanno analizzato la salute di 3.500 impiegati. I dipendenti che lavoravano almeno 40 ore alla settimana avevano il 50% in più di probabilità di avere ipertensione. Mentre quelli che hanno trascorso più di 49 ore in ufficio avevano un rischio maggiore del 70%.

L’autore principale dello studio, il dottor Xavier Trudel, ha dichiarato: “Le associazioni osservate hanno contribuito alla tensione del lavoro, un fattore di stress definito come combinazione di elevate esigenze di lavoro e bassa autorità decisionale. Tuttavia, altri fattori di stress correlati potrebbero avere un impatto. La ricerca futura potrebbe esaminare se le responsabilità familiari – come il numero di figli di un lavoratore, i doveri familiari e il ruolo di assistenza all’infanzia – potrebbero interagire con le circostanze lavorative per spiegare l’ipertensione”.