Pressione alta, farmaci contro l’acne contrastano l’indurimento delle arterie

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ROMA – Il deposito di calcio aiuta a indurire i tessuti del corpo. L’indurimento dei tessuti è essenziale per uno sviluppo sano delle ossa, ma può causare problemi di salute, come pressione alta, quando si verifica nelle arterie. L’aterosclerosi, ovvero l’indurimento delle arterie, può ostacolare il flusso del sangue verso i tessuti e gli organi aumentando il rischio di malattie cardiovascolari, come pressione alta , infarto e ictus. Ora, due team di ricerca dell’Università di Cambridge e del King’s College di Londra, entrambi nel Regno Unito, hanno dichiarato di aver scoperto la causa dell’indurimento delle arterie e i risultati di alcuni studi hanno suggerito come alcuni farmaci utilizzati per la cura dell’acne possano aiutare a prevenire l’indurimento delle arterie, evitando pressione alta e altri problemi di salute. Un recente documento di Cell Reports fornisce un resoconto completo dei risultati. Attualmente non esiste una cura per l’indurimento delle arterie, causata dal deposito di calcio e altre sostanze come il colesterolo nei vasi sanguigni.

Il team di ricerca ha identificato una molecola dietro l’indurimento delle arterie, nota come PAR, che di solito è responsabile della riparazione del DNA cellulare. I ricercatori hanno scoperto che il PAR, che si lega agli ioni di calcio, viene rilasciato dalle cellule se si stressano e si estinguono a causa di danno al DNA. Sebbene l’indurimento delle arterie sia naturale con l’avanzamento dell’età, il danno al DNA può essere causato da una serie di altri fattori, incluso il fumo. I ricercatori hanno scoperto che quando il PAR viene rilasciato, forma cristalli di calcio più grandi che poi si attaccano alle pareti delle arterie, formando accumuli pericolosi. In uno studio sui ratti
 il team ha scoperto che la minociclina, un antibiotico spesso usato per curare l’acne, potrebbe impedire l’accumulo di calcio nel sistema circolatorio.

I ricercatori prevedono di iniziare una sperimentazione del farmaco nei pazienti entro i prossimi 18 mesi. Il professor Jeremy Pearson, direttore sanitario associato presso la British Heart Foundation, che ha finanziato parte dello studio, ha dichiarato: “La calcificazione dei vasi sanguigni è un noto fattore di rischio per diverse malattie cardiache e circolatorie e può portare a pressione alta o infarto. Ora, i ricercatori hanno dimostrato come avviene la calcificazione delle pareti dei vasi sanguigni e come il processo differisce dalla normale formazione ossea. In tal modo, sono stati in grado di identificare un potenziale trattamento per ridurre la calcificazione dei vasi sanguigni senza effetti negativi sull’osso. Questo tipo di trattamento andrebbe a vantaggio di molte persone e attendiamo con impazienza i risultati delle sperimentazioni cliniche anticipate per verificare se questo farmaco è all’altezza delle sue promesse iniziali”.

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