Pasta la sera fa dimagrire: falso. Ma la fake news avanza

Pasta la sera fa dimagrire: falso. Ma la fake news avanza

La pasta non fa dimagrire e non riduce l’insonnia. La notizia è circolata nei giorni scorsi con riferimento a uno studio della rivista scientifica Lancet. A mettere in guardia dal contenuto della news, che ha entusiasmato molti italiani, è il sito italiano Il Fatto Alimentare, che si occupa di sicurezza alimentare. Da un’analisi approfondita sullo studio è emerso che la ricerca era focalizzata sulla mortalità e il consumo di carboidrati, proteine e grassi. Qualcosa di più specifico rispetto al presunto effetto positivo della pasta su peso e insonnia.

Nel comunicato di partenza si legge che un piatto di spaghetti è un cibo ricco di triptofano, un amminoacido a partire da quale il nostro organismo produce serotonina e melatonina, sostanze implicate nella regolazione dell’umore e del ciclo sonno-veglia. Ma, sottolineano da Il Fatto Alimentare, la pasta non è un alimento ricco di triptofano “(…) mangiando un piatto di spaghetti, il triptofano potrebbe aumentare a livello cerebrale non tanto per il contenuto all’interno della pasta in sé, che come abbiamo visto è scarso rispetto ad altri cibi, ma perché i carboidrati aumentano la biodisponibilità dell’amminoacido tramite un aumento dell’insulina (…). Per un errore di comunicazione le parole del comunicato sono state travisate e la pasta è diventata non semplicemente un “alimento che può favorire l’assorbimento del triptofano” ma un “cibo ricco di triptofano”.

Anche per quanto riguarda consumo di pasta e perdita di peso, non sembrano esserci effetti diretti sulla linea. In casi di obesità o sovrappeso, 
mangiare carboidrati di sera potrebbe al massimo aiutare a seguire meglio un regime dietetico ipocalorico. Questo non significa che la pasta non vada mangiata la sera, così come a pranzo. I nutrizionisti raccomandano sempre più spesso quella integrale, così come per il riso e il pane. Un consiglio rivolto soprattutto a chi è diabetico. Per questi ultimi è raccomandata anche una cottura al dente, per evitare di alzare l’indice glicemico.

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