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Menopausa, la terapia laser per combattere i disturbi in modo indolore e sicuro

Quando la donna attraversa il periodo della menopausa può andare incontro a diversi fastidi e disagi. Sono però sempre di più le tecniche messe a punto per venire incontro alle profonde trasformazioni fisiche e psicologiche della donna durante questo momento della vita. Uno dei più moderni ed efficaci è senza dubbio quello della laserterapia, introdotta recentemente anche in ginecologia.

Per saperne di più sull’argomento, abbiamo contattato la dottoressa Nicla Toni, specializzata in ginecologia e ostetricia ed esperta di salute e benessere femminile.

“Durante la menopausa -spiega la Dottoressa- ci sono dei cambiamenti nella sfera intima, di cui però le donne hanno difficoltà a parlare. La perdita di turgore e idratazione dei tessuti delle zone intime induce scarsa lubrificazione vaginale, causando secchezza, prurito vulvare, senso di pesantezza fino ad arrivare a dolore durante il rapporto sessuale (dispareunia). La terapia con il laser evita tutti i possibili effetti collaterali delle terapie farmacologiche andando a correggere la riduzione di volume della mucosa. La rimodella ripristinando l’idratazione e l’elasticità, in modo indolore e sicuro”.

I vantaggi della terapia laser

“La laserterapia ripara i tessuti attraverso la terapia laser CO2 frazionata. L’utilizzo del laser V-Lase permette alle donne in menopausa una ripresa di tonicità, elasticità e reidratazione della mucosa.

“E’ importante specificare -sottolinea la Dott.ssa Toni- che il laser V-Lase, da me utilizzato, è un nuovo laser frazionato a CO2 e ha solo effetto termico e non ablativo. Per questo motivo, non ha alcun effetto dannoso rispetto ad alcuni vecchi laser”.

Il V-Lase utilizzato dalla Dott.ssa Toni sfrutta gli effetti benefici del laser CO2 per indurre un riscaldamento controllato della mucosa vaginale con un effetto terapeutico. Questo, al fine di stimolare l’angiogenesi, l’attività fibroblastica e la formazione di nuovo collagene, senza però essere ablativo o causare danno termico. Per questo motivo è una procedura sicura, semplice, indolore e che non necessita anestesia.

Si tratta di una nuova metodica di trattamento per diversi disturbi a cui la donna può andare incontro durante la menopausa, ma anche dopo il parto. Atrofia vulvo-vaginale, distrofie vulvari (lichen), incontinenza urinaria da sforzo grado lieve o da urgenza, lassità vaginale. Ma anche cicatrici da lacerazioni da parto, varicocele pelvico, ipertono del pavimento pelvico (vaginismo), vulvodinia”.

Come funziona la laserterapia?

La dott.ssa Toni spiega: “Attraverso la produzione di calore emesso dal laser (Effetto Termico), viene attivata la formazione di nuovi vasi sanguigni e la rigenerazione del tessuto nervoso, migliorando la perfusione dei tessuti e la loro sensibilità. Inoltre, viene stimolata la produzione di nuovo collagene tipo I, elastina e acido ialuronico negli strati del derma, determinando una vera e propria rigenerazione tessutale con ottimo recupero della funzione urogenitale. Questo meccanismo aiuta a ristabilire il corretto equilibrio trofico della mucosa vaginale”.

“A questo trattamento -specifica la Dott.ssa Toni – può essere associata, laddove ve ne sia necessità, la somministrazione in loco per via iniettiva o attraverso elettroporazione di sostanze biorivitalizzanti (vitamine, aminoacidi, ac. ialuronico, polinucleotidi). Questo aiuterà ad ottimizzare e prolungare l’effetto dei benefici della laserterapia”.

Perché affidarsi al laser frazionato a CO2?

“Tradizionalmente, l’atrofia vaginale viene trattata attraverso terapia ormonale, un metodo che offre buoni risultati ma che, come ogni farmaco, può avere anche degli effetti collaterali. Il Frazionato a CO2 è indicato in tutte le donne che non vogliono terapie farmacologiche, ormonali o non ormonali. Ha un’indicazione elettiva per le donne con tumori al seno, in corso di terapia adiuvante con inibitori delle aromatasi, che lamentano secchezza vaginale e dispareunia”.

Il laser -prosegue l’esperta- ha un effetto rigenerante sulle fibre indebolite dal tempo e dalla carenza ormonale e induce la produzione di nuovo collagene di tipo I e ristabilisce la funzionalità dell’area trattata garantendo il corretto equilibrio trofico della mucosa vaginale”.

Il trattamento

Il trattamento completo richiede in media tre sedute a distanza di circa trenta giorni ed è privo di effetti collaterali. Le sedute, della durata di circa 15-30 minuti, vengono eseguite in ambulatorio, non sono dolorose e non richiedono anestesia.

I risultati sono già evidenti dopo la prima seduta con una netta riduzione di bruciore, prurito e senso di secchezza nelle parti intime. La mucosa viene in questo modo rigenerata. Di conseguenza ringiovanisce ritornando ad essere idratata, lubrificata ed elastica con un miglioramento significativo della risposta sessuale ed anche dei sintomi urinari e genitali”.