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La luce blu degli schermi può accelerare l’invecchiamento? Lo studio

16 Giugno 2023 - di Claudia Montanari

Negli ultimi anni, l’uso sempre più diffuso di dispositivi elettronici, come smartphone, tablet e computer, ha sollevato preoccupazioni riguardo agli effetti della luce blu emessa da questi schermi sulla nostra salute. Una delle teorie più dibattute riguarda la possibilità che la luce blu acceleri il processo di invecchiamento della pelle. Recentemente, un nuovo studio condotto negli Stati Uniti ha analizzato approfonditamente questa questione per fornire una maggiore comprensione su un tema di cui ancora si sa molto poco.

Il ruolo della luce blu

La luce blu è una componente della luce visibile con una lunghezza d’onda più corta, che viene emessa principalmente dai dispositivi elettronici con schermi LED. Molti di noi trascorrono diverse ore al giorno guardando schermi digitali, esponendoci così alla luce blu. La preoccupazione principale è che questa esposizione possa danneggiare la pelle e accelerare il processo di invecchiamento, aumentando le rughe, le macchie scure e altri segni di invecchiamento precoce.

Il nuovo studio

Il recente studio condotto dai ricercatori della Oregon State University pubblicato sulla rivista Frontiers in Aging suggerisce che può esserci una correlazione tra luce blu degli schermi e invecchiamento più veloce.

La ricerca si basa su un precedente lavoro dello stesso gruppo, che aveva dimostrato come i moscerini mantenuti al buio vivano più a lungo di quelli esposti alla luce blu, nei quali invece si attivano dei geni protettivi per contrastare lo stress. Per capire i motivi di questo accelerato processo di invecchiamento, i ricercatori hanno analizzato le sostanze prodotte dal metabolismo dei neuroni dei moscerini dopo due settimane di buio o di esposizione a una luce blu ad alta intensità (decisamente superiore a quella usata nei nostri dispositivi elettronici).

Si è così scoperto che la luce blu aumenta i livelli di succinato, “essenziale per la produzione del carburante che permette alle cellule di funzionare e crescere. Avere alti livelli di succinato – spiega la biologa Jadwiga Giebultowicz – è come avere la benzina nella pompa ma non nella macchina. Un’altra scoperta preoccupante è che le molecole responsabili della comunicazione fra neuroni, come il glutammato, calano ai minimi dopo l’esposizione alla luce blu”. Queste alterazioni indicano che le cellule funzionano in modo non ottimale e ciò potrebbe causare un invecchiamento precoce.

“I Led sono diventati l’illuminazione principale negli schermi di telefoni, computer e tv, così come nell’illuminazione degli ambienti – sottolinea Giebultowicz – quindi gli esseri umani nelle società avanzate sono esposti alla luce blu attraverso l’illuminazione a Led durante la maggior parte delle ore di veglia. Le sostanze chimiche di segnalazione nelle cellule dei moscerini e degli esseri umani sono le stesse, quindi è possibile che la luce blu abbia effetti negativi anche sugli esseri umani”.

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