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Fumo vietato nei locali, a 10 anni dalla legge baristi soddisfatti

ROMA – Era il 2003 quando l’allora ministro della Salute Girolamo Sirchia (governo Berlusconi) stilò la legge che ha messo al bando le sigarette dai locali pubblici. Dopo più di dieci anni, quella legge viene promossa da tutti, baristi e ristoratori compresi, come scrive Marco Toracca sul Secolo XIX.

“Il bar è più pulito. La gente sta meglio e più tranquilla e chi vuole fumare si reca fuori senza problemi. Nel mio locale nessuno ha mai protestato anzi ho sempre registrato dei consensi”, ha detto Matteo Orzincolo del bar Peola di via Chiodo della Spezia. 

Eppure appena entrata in vigore, nel gennaio del 2003, quella legge si attirò molte critiche e suscitò tante perplessità.

“Mi ricordo il clima, ha osservato Paolo Galligani, del bar Remo di piazza Garibaldi, ma tutto svanì quasi subito. La norma ha convinto tutti. Avventori occasionali e abituali. Chi fuma esce dal bar e non dà noia a nessuno. Credo che sia stata una norma di progressione sociale e che non ha destato alla fine particolari problemi. Non ci sono mai state multe perché nessuno si è mai reso protagonista di situazioni al limite. Forse ci sono state persone che hanno sbuffato ma alla fine si sono adeguate”.

Stesso discorso per i ristoranti.

“E’ stata una grande conquista la legge contro il fumo nei locali, ha detto Rinaldo Pelloia, del ristorante Marine e Rei di piazza del Bastione, si possono gustare meglio i cibi e per un ristoratore è un valore aggiunto. Pertanto la promuoviamo a pieni voti e lo stesso hanno fatto i clienti”.

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