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Dieta mediterranea: 2 benefici per gli anziani

Seguire la dieta mediterranea per un solo anno altera il microbioma delle persone anziane in modo da migliorare la funzione cerebrale e favorire la longevità. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista BMJ Gut. Il regime alimentare mediterraneo può inibire la produzione di sostanze chimiche infiammatorie che possono portare alla perdita della funzione cognitiva e prevenire lo sviluppo di malattie croniche come diabete, cancro e aterosclerosi.

Lo studio ha analizzato il microbioma intestinale di 612 anziani provenienti da Francia, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Regno Unito, prima di metterne 323 a dieta speciale per un anno. Quelli che hanno seguito per un anno la dieta mediterranea hanno visto cambiamenti benefici sul loro microbioma. La perdita di diversità batterica è stata rallentata e la produzione di marker infiammatori potenzialmente dannosi come la proteina C reattiva e l’interleuchina-17 è stata ridotta.

Un precedente studio del Wake Forest Baptist Medical Center, pubblicato su Frontiers in Nutrition, aveva sottolineato l’importanza della dieta mediterranea per l’intestino. Un regime alimentare ricco di frutta e verdura aumenta i batteri buoni che vivono nell’intestino stesso fino al 7% rispetto a solo lo 0,5% di una dieta più basata sulla carne. È risultato che la diversità batterica dell’intestino nel gruppo che aveva seguito la dieta mediterranea era significativamente più alta rispetto a quella di coloro che avevano seguito il regime alimentare maggiormente incentrato sulla carne.

L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea fondata principalmente su piccole porzioni di pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno.
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