Salute

Diabete, perché la piorrea può essere strettamente correlata

Esiste un intima e stretta correlazione tra la famigerata piorrea (termine ormai andato in disuso sostituito da Parodontite) e il Diabete. Il Dott.Cestari Riccardo Gioacchino e Dott Veropalumbo Ilario spiegano perché le due condizioni possono essere strettamente correlate e le linee guida da adottare.

Diabete, cerchiamo di capirne di più

Il Diabete Mellito si può definire, più che come una semplice patologia cronica, come una sindrome caratterizzata da una alterazione del metabolismo del glucosio. Ed è quindi l’iperglicemia il tratto caratteristico della malattia.

Alla luce di questa definizione possiamo distinguere una condizione in cui l’organismo non riesce a produrre insulina (DIABETE DI TIPO 1) o l’insulina prodotta non è più funzionale (Diabete Mellito Tipo 2). Un’altra forma statisticamente rilevante è il Diabete Gestazionale ove la riduzione della sensibilità si sviluppa durante la gestazione. Può guarire dopo il parto ma essendo un fattore di rischio importante la donna può sviluppare successivamente un diabete di tipo 2.

Il diabete risulta essere un problema clinico e sociale importante. Nel 2000 circa 171 milioni di persone erano affette da diabete e si stima nel 2030 che saranno 366 milioni.

Diabete e salute dei denti

Il diabete preoccupa cosi tanto per tutte le sue complicanze. Un individuo diabetico non controllato presenta un elevato rischio di infezione, e uno dei siti maggiormente colpiti risulta essere il cavo orale. Ed è qui che per i professionisti della salute orale scatta l’allarme, dove la salute dei denti viaggia a braccetto con la salute generale del paziente.

Cominciamo dicendo che la Piorrea o Parodontite è una patologia cronica che colpisce i tessuti di sostegno del dente inclusi osso alveolare, gengiva, cemento radicolare e legamento parodontale. Essa ha un carattere progressivo. Questo vuol dire che se non viene trattata porta alla perdita della dentatura

Eziologicamente si presenta come una malattia infettiva che riconosce in molte specie batteriche saprofite del cavo orale -circa 300- la sua causa. Tali batteri parodonto patogeni costituiscono una parte importante del biofilm che ricopre i tessuti dentali e orali: la placca batterica.

Paradontite nei soggetti diabetici

Il diabete e la parodontite sono due patologie correlate al punto che è stata teorizzata una relazione a due vie. Il soggetto diabetico ha una tendenza a sviluppare parodontite e il soggetto con parodontite ha una tendenza a sviluppare diabete. La maggiore suscettibilità alla parodontite nei diabetici è dovuta alla risposta alterata in seguito a insulto batterico dei batteri parodontopatogeni associata a una disbiosi del biofilm sottogengivale.

I dati sperimentali lasciano supporre che la parodontite aumenti il rischio di sviluppare diabete. Soggetti non diabetici seguiti per cinque anni presentano, qualora il soggetto sia affetto da parodontite grave, un incremento di HbA1c (EMOGLOBINA GLICATA) dello 0.1% indipendentemente dai fattori confondenti, quali l’età.

Questo incremento è ancora maggiore nei soggetti con un elevato livello di PCR. Vi sono delle solide evidenze che nei soggetti affetti da parodontite vi sia un controllo glicemico peggiore. Evidenziato da un incremento dei valori di HbA1c nei soggetti non diabetici con parodontite.

Nei soggetti con diabete non ben controllato, il rischio di sviluppare una parodontite rispetto ai non diabetici è tre volte superiore. Gran parte dei pazienti diabetici presenta la malattia parodontale (gengivite e parodontite).

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Come prevenire la paradontite

Anche se i risultati delle ricerche non sono tutti concordi, si è osservato che nel paziente diabetico la parodontite è più elevata ed ha un decorso più grave rispetto al paziente non diabetico. La terapia parodontale, ovvero una corretta igiene orale a casa (dopo ogni pasto) e controlli periodici ogni 3-4 mesi dal proprio dentista per la seduta di detartrasi, pare che migliori sia la situazione orale nel paziente diabetico che il controllo glicemico.

Sottoponendosi ad un’adeguata terapia parodontale, i pazienti con diabete di tipo 1 affetti da parodontite, ottengono un significativo miglioramento sia della situazione parodontale, sia della situazione metabolica.

Studi pubblicati sul “Journal of Periodontology” hanno confermato l’associazione tra diabete e malattia parodontale, mostrando come essa possa giocare un ruolo significativo nel decorso della malattia e come il trattamento della parodontite porti al miglioramento del controllo metabolico nei pazienti diabetici.

Altri studi hanno evidenziato che la parodontite provoca un aggravamento della situazione generale in soggetti affetti da diabete. Per esempio, aumento dell’intolleranza al glucosio fino al 30%, 25% di incremento dell’IL-1beta nel tessuto adiposo e maggior distruzione del tessuto osseo alveolare.

L’importanza di sottoporsi a visite periodiche dal dentista

Il consiglio perciò è che tutti i pazienti diabetici si sottopongano, con una frequenza di circa tre-quattro mesi, a una visita medico-odontoiatrica. E che seguano scrupolosamente le indicazioni fornite dal dentista. L’obiettivo è quello di rimuovere la placca batterica in modo da ridurre nel cavo orale il numero dei batteri responsabili della malattia parodontale.

Risulta quindi essenziale per il paziente diabetico effettuare controlli periodici del cavo orale, ove a seconda dei casi sarà possibile approcciare alle problematiche parodontali nel migliore dei modi. In alcune situazioni non sarà il tutto risolvibile con una semplice igiene orale, ma sarà necessario intervenire con delle levigature radicolari che hanno come scopo quello di eliminare il biofilm sottogengivale vero nemico dei tessuti di sostegno del dente.

Comunicato stampa a cura dei Dott.Cestari Riccardo Gioacchino e Dott Veropalumbo Ilario