Diabete, perché bisogna evitare sbalzi di zucchero nel sangue

Diabete, perché bisogna evitare sbalzi di zucchero nel sangue

31 Ottobre 2018 - di Silvia_Di_Pasquale

ROMA – Diabete, perché è importante evitare sbalzi di zucchero nel sangue. Un costante controllo glicemico, evitando sbalzi della concentrazione di zucchero nel sangue, protegge la salute dei diabetici e il rischio di complicanze vascolari, perché sembra aumentare le cellule ‘riparatrici’ delle pareti (‘endoteli’) dei vasi, ovvero le cellule ‘progenitrici endoteliali’. Migliore è il controllo sulle oscillazioni della concentrazione plasmatiche di glucosio, più abbondanti sono le staminali endoteliali nel sangue del paziente.

Questo è quello che emerge da uno studio condotto da Maria Ida Maiorino, ricercatore di Endocrinologia dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, coordinato da Katherine Esposito, Professore Ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, Direttore dell’Unità di Programma di Diabetologia, Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ e presentato a Berlino in occasione di EASD 2018, il convegno della European Association for the Study of Diabetes.

Il diabete porta a un’alterazione dei meccanismi di riparazione vascolare, a causa di una ridotta capacità rigenerativa delle cellule progenitrici endoteliali, cellule staminali che provvedono a sostituire le cellule endoteliali danneggiate o morte (in sostanza come a mettere una ‘toppa’ sulle pareti dei vasi danneggiate).

“Questo studio suggerisce che fluttuazioni glicemiche quotidiane estremamente ampie possano interferire con i sistemi di riparazione vascolare nel diabete tipo 1, contribuendo a definire un ulteriore meccanismo di danno endoteliale offerto dalla variabilità glicemica”, sostiene Esposito.

Gli studiosi hanno osservato per due anni un gruppo di 204 giovani pazienti diabetici (con diabete di tipo 1 o insulino-dipendente). Parte di loro aveva una pompa insulinica che in modo continuo pompava l’ormone nel loro sangue, permettendo di ridurre al minimo, in molti casi, gli sbalzi glicemici. Gli altri pazienti si iniettavano l’insulina autonomamente, prima dei pasti e prima di andare a dormire, con risultati meno brillanti, dopo due anni, sulle escursioni glicemiche e la frequenza di episodi di ipoglicemia.

“Dopo 2 anni di monitoraggio – spiega la dottoressa Maiorino – i giovani pazienti con pompa insulinica mostravano un incremento dei livelli circolanti di staminali endoteliali, che aumentavano al diminuire degli sbalzi glicemici. I nostri risultati mettono quindi in relazione il miglioramento di alcuni marcatori di rischio vascolare, quali i livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali, con la riduzione delle oscillazioni glicemiche giornaliere, offrendo un’ulteriore prova dell’effetto dannoso delle variazioni quotidiane del glucosio sulla salute dell’apparato vascolare nel diabete tipo 1. In particolare, il nostro studio conferma nel lungo termine (2 anni) ciò che era già emerso in un periodo di osservazione più breve (6 mesi): ridurre la variabilità glicemica (nel nostro caso con l’infusione sottocutanea continua di insulina, che permette di regolare il fabbisogno insulinico in modo più flessibile) è importante per mantenere in salute il compartimento microvascolare dei nostri pazienti con diabete tipo 1, dei quali solo il 9 per cento presentava le complicanze micro-angiopatiche”.

Non è tuttavia è noto se il miglioramento dei livelli circolanti di cellule progenitrici endoteliali in giovani adulti con diabete tipo 1 possa ridurre il rischio di complicanze nel lungo termine, conclude Esposito. Ma è probabile che tale meccanismo possa essere alla base della riduzione del rischio di malattia coronarica (-45%) e di malattia cardiovascolare fatale (-42%) descritto in pazienti con diabete tipo 1 trattati con pompa insulinica. (Fonte Ansa).

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