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Diabete, da insulina a carbonara occhio alle fake news

ROMA – Quando si ha il diabete è molto importante fare attenzione alle informazioni, cercando di seguire i consigli dei medici. Da presunti alimenti che lo causano o lo guariscono, alle leggende metropolitane sull’insulina, le fake news sul diabete sono in agguato. Lo hanno sottolineato alcuni mesi fa gli esperti della Società Italiana di Diabetologia (Sid) presentando le iniziative di sensibilizzazione in occasione della giornata mondiale che cade il 14 novembre.

“Le fake news sono un vero pericolo in tutti i campi della medicina, compreso questo, e anche noi siamo mobilitati per contrastare il fenomeno insieme alla federazione degli Ordini – ha spiegato Giorgio Sesti, presidente Sid -. In nessuna malattia come nel diabete i comportamenti del paziente influenzano il decorso, per questo è fondamentale che ci si affidi a delle fonti autorevoli per le informazioni”.

Le bufale che circolano sono diverse, sottolinea Francesco Purrello, presidente eletto della società. “Ce ne sono molte sugli alimenti, con alcuni ‘bollati’ come pericolosi, ad esempio le carote, e altri invece considerati protettivi senza nessuna prova scientifica. Oltre a questi uno dei ‘bersagli’ preferiti è l’insulina: c’è chi dice che faccia diventare ciechi, o che la terapia insulinica sia una specie di ‘condanna’ ad avere tutti i sintomi più gravi della malattia che invece previene. Questo porta molti pazienti a non fare o ad iniziare tardi una terapia che invece è fondamentale”.

I pazienti, sottolinea Enzo Bonora, presidente della fondazione Diabete Ricerca Onlus, credono spesso più a internet che al medico. “E’ importante quindi che i messaggi corretti vengano reiterati il più possibile da tutti i professionisti coinvolti nella terapia e anche dai media – spiega -, per assicurarsi che i pazienti si curino nel modo giusto. A differenza di altre patologie il diabete si può curare se seguito nel modo giusto”. 

Ancora, “la carbonara risolve le ipoglicemie”, “con la dieta del gruppo sanguigno si può dire addio ai farmaci” sono altre delle bufale che circolano in rete sul diabete. Un tema così delicato che è sceso in campo anche l’Ordine dei giornalisti del Lazio e l’azienda Eli-Lilly che recentemente hanno anche organizzato il corso “Diabete e ipoglicemia severa, come raccontarli: parole, numeri e prospettive”, per aiutare i giornalisti a combattere il disorientamento dei pazienti sia nell’ambito della relazione medico-paziente, sia nell’approccio terapeutico.

Nello specifico, “Tra le informazioni false ci sono le abitudini alimentari – dice Rita Stara, vicepresidente Diabete Italia – in alcuni casi questi suggerimenti possono esporre i pazienti a rischi concreti: tantissimi per esempio hanno seguito prima o poi un’alimentazione iperproteica, ma ai diabetici fa male perché affatica i reni e aumenta il rischio di chetoacidosi metabolica”. E aggiunge Roberta Assaloni, dell’Associazione medici diabetologi Friuli Venezia Giulia: sul fronte delle terapie le fake possono essere ancora più rischiose, un esempio è il mito dilagante dei ‘prodotti naturali’ come i nutraceutici, che sono spacciati come anti-diabetici o addirittura come sostituti dell’insulina, ormone salvavita”.

“Pertanto – concludono gli esperti – una corretta comunicazione da parte dei media è fondamentale per aiutare le persone con diabete e i loro familiari a ricevere informazioni accurate ed aggiornate sulla gestione della malattia e dell’ipoglicemia, una delle problematiche sommerse con maggiore impatto nella vita di tutti i giorni”.