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Il vocabolario dello streetwear

Inutile negarlo: quest’anno è stato piuttosto sedentario. Fra restrizioni e normative, abbiamo dovuto imparare a organizzare le nostre giornate vicino casa e ci siamo dovuti limitare nelle uscite e negli incontri. C’è chi può lavorare da remoto e chi, invece, deve ancora affrontare il solito tragitto casa-lavoro. E anche se può sembrare che non ci sia rimasto molto spazio per sperimentare con la moda, è proprio questo il momento di prendere in considerazione un upgrade del proprio guardaroba. Da dove cominciare? Da uno stile trans-generazionale, unisex e pragmatico, perfetto per proiettarsi nella nuova stagione col piede giusto.

Simbolo del sincretismo multiculturale, globale ma con un’attenzione alle origini locali, lo streetwear è sulla bocca di tutti ormai da molti anni. Oggi lo associamo alle creazioni di Virgil Abloh, Dean e Dan Caten, Heron Preston, Rick Owens e Riccardo Tisci, ma quali sono i suoi codici stilistici?

Ho navigato sul catalogo digitale di LUISAVIAROMA per trovare le parole chiave dello street-style e tirare le somme.

Tessuti tecnici

Duraturi, avanguardisti e très chic. Materiali e tessuti tecnici sono la nuova frontiera del lusso e si fanno largo nelle collezioni di ready-to-wear permeandole con il massimo della versatilità. Lo sanno bene Stone Island e Prada, che per le loro nuove proposte mettono in campo studio e ricerca con capi e accessori in soft shell, primaloft, nylon e gabardine, senza mettere da parte cashmere, mohair e cotone per creare una sintesi imbattibile che non rinuncia alle fibre naturali.

Stampe & pattern

Declinate in colori vibranti, spiccano su basi color block o uniformi: le fantasie dello streetwear sono un potente strumento comunicativo utilizzato dai grandi nomi della moda per veicolare un messaggio attraverso dettagli decorativi. Lo vediamo in Dsquared2 e Off-White: felpe maxi con cappuccio, mascherine in tessuto, giacconi bomber e oggetti di piccola pelletteria acquistano un carattere grintoso con stampe Icon e grafiche associate al logo, come l’inconfondibile Arrow o le stampe che danno un nome in modo esplicito all’accessorio su cui stanno (invenzione di Virgil Abloh).

Cargo fit

Salutiamo le vestibilità modellanti e attillate, quelle che non lasciano spazio per muoversi liberamente. Apriamo le ante del nostro armadio a fit morbidi e tridimensionali. Impariamo ad amare i modelli cargo, in particolare i pantaloni. Generalmente pensati in tela verde military o camouflage, sfilano sulle passerelle più instagrammate in versioni inedite coloratissime con taglio bermuda, abbinate a top sofisticati per smorzare il look. Keyword in questo caso sono le tasche, mini e maxi, che richiamano il workwear e insaporiscono l’outfit. Dove trovare le ultime interpretazioni? Palm Angels li mette al centro delle proprie collezioni.

Strati su strati

Nei paesi anglofoni la chiamerebbero ‘the art of layering’, l’arte di vestirsi a strati. In Italia la mettiamo in pratica dall’alba dei tempi durante le mezze stagioni per essere pronti ai cambi repentini di temperatura. Con le nuove tendenze, però, la possiamo considerare un vero canone stilistico imprescindibile nello streetwear. Gli outfit multistrato danno la possibilità di variare e sperimentare ogni giorno con pochi pezzi che abbiamo nel guardaroba, inserendosi fra le opzioni per rendere il nostro modo di vestire un po’ più sostenibile. I brand a cui attingere per procurarsi i capi basici e gli elementi più ricercati compongono una lunga lista. Sicuramente, Nike e adidas Originals hanno tutto il necessario per creare outfit multilayer da capo a piedi.