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Parto, se la mamma sta bene in casa è meglio. Almeno in Inghilterra

LONDRA – Le donne sane, senza problemi di salute, che hanno una gravidanza tranquilla dovrebbero essere incoraggiate a partorire in casa o in una struttura con sole ostetriche invece che negli ospedali. E’ quanto sostengono le linee guida emanate in Gran Bretagna dal National Institute for Health and Care Excellence (Nice), secondo cui a determinate condizioni i rischi sono indipendenti dal luogo di nascita.

Le linee guida, accettate anche dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, si basano sui risultati dello studio Birthplace, condotto su 65mila donne in Inghilterra, da cui è emerso che per le gravidanze non a rischio in punti nascita gestiti da ostetriche hanno la stessa probabilità di danni al bambino o alla mamma degli ospedali, mentre in casa il rischio aumenta leggermente se si è al primo figlio, mentre resta uguale agli altri per le gravidanze successive.

Il Royal Collage spiega che le raccomandazioni del Nice vanno supportate a patto che si prevedano delle opzioni per le emergenze e che la valutazione del rischio della gravidanza sia fatta correttamente.

In Italia, secondo il rapporto Cedap del ministero della Salute, la percentuale di parti in casa è molto bassa, e arriva al massimo allo 0,4% in Friuli Venezia Giulia. Solo alcune regioni, come Piemonte, Emilia Romagna, Marche e da pochi giorni il Lazio, oltre alle province di Bolzano e Trento garantiscono un rimborso parziale delle spese alle donne che fanno questa scelta.

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