Influenza: il vaccino è sicuro anche per le donne in gravidanza

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ROMA – Vaccino per le donne in gravidanza. Ma è sicuro? Sembrerebbe di si, almeno secondo le conclusioni di uno studio condotto in Norbegia in primo piano sul sito dell’Nih, il National Institute of Health, il massimo organismo medico scientifico statunitense. Secondo lo studio non ci sono rischi dall’uso del vaccino contro l’influenza in gravidanza, mentre fra le donne che sono state contagiate dal virus H1N1 nel 2009 c’è stato un maggior rischio di aborto.

Nel 2009, quando comparve il nuovo virus H1N1 scatenando una pandemia in tutto il mondo, i funzionari della sanità pubblica in Norvegia invitarono le donne incinte a vaccinarsi. Un gruppo di ricerca guidato da un ex ricercatore NIH ha cercato di determinare se la vaccinazione contro l’influenza poteva essere un rischio per la gravidanza. Il team ha esaminato i dati di oltre 117.000 gravidanze, comprese le visite ostetriche, le annotazioni di nascita e registri di vaccinazione.

L’analisi, comparsa sul New England Journal of Medicine, ha verificato che la vaccinazione aveva ridotto del 70% il rischio di influenza e i risultati hanno mostrato che l’infezione da influenza aveva invece quasi raddoppiato il rischio di perdita fetale. Intanto, tre studi clinici del NIH stanno cercando di verificare quali sono le terapie piu’ efficaci quando ci si ammala. Arruolando volontari presso il National Institutes of Health Clinical Center a Bethesda, nel Maryland, e in dozzine di altri siti nazionali e internazionali, i ricercatori raccoglieranno dati sull’uso degli antivirali (per i quali si scatenò ai tempi dell’influenza H1N1 una vera e propria caccia grossa nelle farmacie), sui loro effetti fra le persone con malattie croniche o gravi e, per i malati più gravi si cercherà di comprendere se il trattamento con plasma arricchito con anticorpi anti-influenzali migliora la condizione dei pazienti ospedalizzati di influenza rispetto al trattamento standard antivirale. Gli anticorpi utilizzati nello studio sono derivati da sangue donato dai volontari che sono stati recentemente vaccinati contro l’influenza o vengono recuperati da una recente ondata di influenza.

”La stagione influenzale di quest’anno è arrivata prima del solito ed e’ stato particolarmente difficile per gli anziani”, ha detto Anthony S. Fauci, direttore dell’Istituto Nazionale di allergie e malattie infettive del NIH. ”Nonostante i nostri migliori sforzi per prevenire l’influenza attraverso la vaccinazione, la gente ancora si ammalano ogni anno con l’influenza. Nel migliore dei casi, l’infezione influenzale e’ una brutta esperienza. Nel peggiore dei casi, può essere uno mortale. Abbiamo bisogno di modi migliori per trattare le persone con l’influenza, che uccide migliaia di persone negli Stati Uniti ogni anno, e la ricerca clinica supportata aiuta ad affrontare questa necessità”.

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