Il formaggio vegetale non è un toccasana per la salute

Il formaggio vegetale non è un toccasana per la salute

1 Luglio 2022 - di Silvia

Il formaggio vegetale potrebbe non essere un toccasana per la salute. Trovare un’alternativa a quello classico con latte vaccino è per i vegani una necessità, ma non sempre equivale a una scelta più salutare. I sostituti a base vegetale hanno “scarso valore nutritivo” e contengono molti più grassi cattivi rispetto all’originale. Lo evidenzia il nutrizionista Richard Hoffman. Le alternative sono spesso realizzate utilizzando oli vegetali ad alto contenuto di grassi saturi e colesterolo cattivo e privi di vitamine o minerali. Mangiarne troppi potrebbe aumentare il rischio di malattie cardiache e altri problemi di salute, come andare incontro a ossa deboli, specifica Hoffman, della Hertfordshire University. Molte persone si aspettano che il sostituto vegano sia “nutriente come il formaggio da latte”. “Ma poiché molti produttori si concentrano sul rendere il formaggio saporito, dall’aspetto simile e persino sciogliersi come il formaggio da latte, questo è raramente il caso”, ha avvertito l’esperto.

Gli ingredienti principali del formaggio vegetale sono l’amido e gli oli vegetali, così come l’olio di cocco e quello di palma. Questi ingredienti hanno “scarso valore nutritivo”, ha sottolineato Hoffman a The Conversation. Per quest’ultimo, nonostante si affermi che l’olio di cocco sia salutare, è “quasi interamente” grasso saturo, ha affermato. Questo perché l’acido laurico, principale tipo di grasso saturo nell’olio di cocco, aumenta i livelli di “colesterolo cattivo” noto come lipoproteina a bassa densità (LDL). Una piccola porzione da 30 g di formaggio vegano a base di olio di cocco potrebbe contenere un terzo della quantità giornaliera di grassi saturi di una persona.

Vaganesimo in Italia, una realtà crescente.

In Italia aumenta la popolazione vegana o piuttosto si è ampliata la fetta di chi ha ridotto i consumi di carne e pesce per aumentare sempre di più la quota vegetale. Lo conferma una ricerca condotta da Just Eat. Sono infatti 2 su 3 (67%) gli italiani che dichiarano di aver ridotto i consumi di carne e pesce, principalmente per motivi di salute (45%), ma anche per un’attenzione al tema della sostenibilità (28%). Inoltre, il 20% degli intervistati ha dichiarato di aver provato in passato una dieta vegana/vegetariana, mentre circa il 14% si dichiara propenso a seguire una dieta vegana nei prossimi 12 mesi, e la propensione cresce (32%) qualora l’adesione al regime alimentare vegano fosse limitata nel tempo (3-6 mesi). Foto di Alejandro Guzman da Pixabay.

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