Comfort food, per gli italiani vincono pizza e focaccia

Comfort food, per gli italiani vincono pizza e focaccia

20 Novembre 2023 - di Silvia_Di_Pasquale

Ormai si parla molto di “comfort food“, il cibo legato a piatti familiari, che possono migliorare il nostro stato d’animo quando vengono consumati. Solo gli alimenti che scaldano l’anima, al di là del semplice bisogno fisico di nutrirsi, ma senza scadere nella patologia del cibo come consolazione. Per il 60% degli italiani al primo posto ci sono pizza e focacce, ma anche i dolci (40%), i gelati (38%) e il cioccolato (32%). Le emozioni più comuni, dopo aver gustato il proprio cibo preferito, riguardano una sensazione di gratificazione (44%) e felicità (41%).

Questo il quadro che emerge da una ricerca condotta da Bva Doxa per il food delivery Just Eat relativa alla settima edizione della Mappa del cibo a domicilio in Italia e finalizzata a scoprire quali sono i nuovi driver che plasmeranno il mondo gastronomico e del food delivery. alla quale ha collaborato Wgsn, istituto di ricerca sulle tendenze dei consumi. L’indagine mette in risalto in particolare come l’atto di ordinare cibo a domicilio è spesso associato a emozioni positive come soddisfazione e relax.

Oltre il 90% degli italiani afferma di ordinare un piatto basandosi su emozioni o ricordi positivi. L’80%si dice interessato a provare un alimento progettato per migliorare l’umore. I risultati dello studio segnalano inoltre che il 70% degli italiani ha dichiarato di aver provato almeno una volta a replicare ricette o piatti che hanno visto realizzare da influencer o personaggi famosi attraverso i canali social, mentre il 50% segue almeno un ristorante sui social.

Tra i dati anche l’importanza della provenienza delle materie prime e l’uso di prodotti locali e a chilometro zero (44%), e l’adozione di iniziative anti-spreco (42%), considerati elementi chiave per definire un ristorante come sostenibile. Il 65% si dice disposto a pagare di più per una consegna più sostenibile, specialmente la Generazione Z. Infine è rilevato in Italia “un forte interesse” per la sperimentazione di sapori intensi e nuovi (22%), soprattutto tra i giovani (25-34 anni), che resta però spesso associata a un forte legame con i piatti familiari (36%). FONTE ANSA.

Tags