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Miss mondo senza bikini in Indonesia, la “censura” islamica

ROMA – Con una mossa che farebbe piacere alle nostre integraliste di casa come Laura Boldrini e Annamaria Tarantola, rispettivamente presidentessa della Camera dei Deputati e presidentessa della Rai, il Governo della islamica Indonesia ha fatto indossare il sarong e coperto le gambe alle concorrenti della finale di Miss Mondo, che si è svolta nell’isola di Bali.

Raimondo Bultrini ha raccontato per Repubblica il “compromesso” tra modernità e integralismo religioso:
Abbigliata con un abito aderente e scintillante ma le gambe coperte, la 23enne filippina Megan Young ha conquistato la corona di Miss Mondo al termine del concorso più contestato della sua storia. Per far concludere senza incidenti la serata finale in Indonesia, già spostata per motivi di sicurezza dalla periferia della capitale Giakarta alla più liberale Bali, migliaia di poliziotti erano stati dislocati tra le coste dell’Isola a maggioranza induista e quelle dell’islamica Lombok. Si temevano infatti — ed erano stati annunciati — disordini e perfino assalti in barca da parte dei fondamentalisti del “Fronte di difesa islamico”, che per settimane hanno protestato in corteo attraverso l’arcipelago esibendo cartelli con scritto: “Miss Mondo, il concorso delle puttane”, “Andate all’inferno”.
Per evitare ulteriori guai, dopo aver cambiato in pochi giorni centinaia di prenotazioni alberghiere e aeree a causa del trasferimento di sede, gli organizzatori hanno preferito far esibire in passerella le 127 bellezze da tutto il pianeta senza i tradizionali bikini del passato, ma con il costume a un pezzo coperto da tradizionali sarong balinesi, lasciando alle scollature e agli spacchi delle gonne l’unico spazio di trasgressione in un concorso mai così morigerato dal suo esordio nel 1951.

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