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Mammografia in tv contro tumore al seno: giornalista scopre cancro

MILANO – Ha fatto una mammografia in diretta tv come “gesto di esempio” per la prevenzione al tumore al seno e, proprio grazie a quell’esame, ha scoperto di avere un cancro. Amy Robach, giornalista della rete televisiva americana ABC News, moglie dell’attore  Andrew Shue e mamma di 5 bambini non immaginava proprio di poter avere un cancro a soli 40 anni.

L’intento era quello di compiere un gesto “esemplare” in diretta tv in occasione del mese di ottobre, dedicato alla prevenzione del tumore al seno, ma l’esame ha avuto risvolti del tutto inaspettati. Si legge su Corriere.it:

“Per dimostrare che l’esame è rapido, non doloroso e perché con il suo esempio avrebbe contribuito a salvare le vite di tante spettatrici «spronate» dalla sua azione a fare a loro volta i controlli. «Quando mi hanno convinto e ho finalmente accettato – rivela Robach – non immaginavo neppure lontanamente che la prima vita salvata sarebbe stata la mia. Martedì primo ottobre ho eseguito la mia prima mammografia davanti a milioni di persone. Qualche settimana dopo mi hanno chiamato per ritirare il referto e, in pochi minuti, mi si è fermato il respiro: mi hanno diagnosticato un tumore al seno e i medici mi hanno detto che l’esame fatto durante lo show mi ha salvato la vita. Proprio a me che non volevo fare controlli, ritenendomi «al sicuro» per il mio stile di vita e l’età. Ora affronterò le cure necessarie e spero davvero che la mia storia possa essere utile»”. 

Amy non immaginava proprio di poter avere un cancro perché, come lei stessa ha dichiarato, mangio correttamente, faccio regolarmente ginnastica, mi prendo cura di me stessa e non ho una storia familiare segnata dal cancro: perché dovevo fare una mammografia a soli 40 anni?”.

In effetti, secondo uno studio i cui risultati sono apparsi sulla rivista Cancer, sembra che il maggior numero di morti causate dal tumore al seno riguarda giovani donne che, proprio per la giovane età, non si sottopongono a regolari controlli e arrivano a scoprire la malattia quando questa è in stadio già avanzato. Per questo sarebbe sempre bene sottoporsi a regolari controlli anche prima dei 50 anni.

L’efficacia della mammografia è da sempre un tema controverso tra chi sostiene che sia un esame utile per identificare un tumore prima che questo arrivi in uno stadio troppo avanzato e riuscirsi così a curare per tempo, e chi invece è contrario all’uso della mammografia perché sostiene che questa comporti spesso falsi allarmi, stress, diagnosi e cure in eccesso.

Come scrive Corriere.it,

“A partire dai 40 anni gli esperti italiani consigliano di sottoporsi a una visita senologica per stabilire con il proprio medico, in base alla presenza di eventuali fattori di rischio (come una predisposizione genetica o la presenza di altri casi in famiglia), se e quali controlli fare, tenendo presente che una risonanza magnetica «vede meglio» della mammografia attraverso un seno giovane. Indipendentemente dall’età, poi, la presenza di un nodulo non va mai sottovalutata, perché con una diagnosi tempestiva spesso può bastare il solo intervento chirurgico a salvare la vita delle pazienti (la sopravvivenza media dopo 5 anni è di circa il 90 per cento). Sono circa 46 mila i nuovi casi di cancro al seno registrati ogni anno in Italia e la probabilità teorica di ammalarsi nella vita riguarda una italiana ogni otto. Il carcinoma mammario è più frequente sopra i 40 anni, ma l’incidenza nelle 40enni appare in crescita: in parte per il cambio nelle abitudini riproduttive (si stima ci sia un aumento del rischio legato al posticipare la gravidanza), in parte proprio per via dell’anticipazione della diagnosi grazie agli esami di prevenzione”. 

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