Cani abbandonati: maglia nera alla Campania

26 Giugno 2012 - di luiss_vcontursi

ROMA – Italia Paese di senza cuore: sono tantissime le persone che abbandonano i cani. La maglia nera va alla Campania per numero di cani randagi e abbandonati, almeno tra le regioni che hanno inviato stime aggiornate del fenomeno al ministero della Salute.

I randagi sul territorio campano, secondo le ultime stime, sono infatti 66.500, su un totale di circa 500-700mila randagi in Italia. Un fenomeno a livello nazionale, mentre si riducono i fondi destinati alle Regioni per far fronte al problema. A puntare i riflettori sulla questione è stato oggi il sottosegretario alla Salute Adelio Elfio Cardinale, presentando la campagna ministeriale contro l’abbandono dei cani e il randagismo per l’Estate 2012.

Se per l’anno 2010 la disponibilita’ per il fondo anti-randagismo era pari a 3,3 mln di euro, per il 2011 il fondo e’ stato pari a poco meno di 250mila euro. Un drastico ‘taglio’ dovuto al momento di crisi contingente, ma l’obiettivo del ministero, ha detto Cardinale, è di ”ripristinare il fondo appena possibile”.

A ciò si aggiunge poi la mancanza di un monitoraggio costante del fenomeno stesso: la trasmissione delle stime sul randagismo da parte delle regioni al ministero, ha infatti sottolineato il direttore generale della sanità animale e dei farmaci veterinari del ministero, Gaetana Ferri, ”non è più richiesta ai fini della ripartizione del fondo”. Non tutte le Regioni hanno dunque trasmesso i dati aggiornati, tanto che il ministero lo scorso marzo ha inviato una nota di sollecito.

”Stiamo facendo un censimento del fenomeno – ha affermato Cardinale – ma i dati sono ancora incompleti e manca un monitoraggio costante. Il problema del randagismo – ha quindi rilevato – è un problema anche di tipo culturale, da qui la campagna contro l’abbandono degli animali da affezione da parte del ministero. L’abbandono e’ un reato, ma oltre che sulle sanzioni ritengo che bisogna puntare alla prevenzione di tale fenomeno, anche se la sensibilita’ nei confronti di questo tema sta cambiando negli ultimi anni in Italia. Occorre però dare un ulteriore contributo a questa battaglia culturale e di civiltà”. Altra priorità indicata dal sottosegretario, la necessita’ di una rapida approvazione della nuova legge anti-randagismo, per un adeguamento delle norme esistenti.

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