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Aborto, altro no della Corte Suprema Usa. E 3 giudici donna si ribellano

ROMA – La Corte Suprema Usa ha sospeso per un’università cristiana dell’Illinois l’obbligo di fornire ai propri dipendenti contraccezione e aborti gratis. L’ingiunzione è un nuovo colpo di accetta contro una controversa regola contenuta nella riforma sanitaria di Barack Obama (Obamacare).

Questa impone ai datori di lavoro di farsi carico di servizi sanitari che comprendono la pillola abortiva, la sterilizzazione e altri metodi di contraccezione abortivi. L’ordine della Corte nei confronti del Wheaton college è una conseguenza della sentenza della settimana scorsa con la quale il massimo tribunale americano ha riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza di due aziende private contro Obamacare.

Più di cento diocesi, ospedali, università e scuole cattoliche hanno fatto causa all’Amministrazione Obama per opporsi al cosiddetto “mandato contraccettivo”. I loro casi non sono ancora approdati alla Corte Suprema, ma con questa ingiunzione i togati sembrano disposti a riconoscere la loro legittimità.

Una decisione che però non è andata giù. Come spiega Paolo Valentino per il Corriere della Sera infatti

C’è tanta scienza giuridica, ma anche una fortissima sensibilità femminile nella furiosa reazione dei tre giudici donna della Corte Suprema degli Stati Uniti davanti all’ennesima sentenza, con cui la maggioranza conservatrice del collegio ha di fatto anteposto le ragioni della fede religiosa ai diritti delle donne. In appena tre giorni, la massima magistratura americana infligge un secondo colpo alla libertà di scelta delle donne americane.

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