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Sesso occasionale non fa male all’autostima: è “sociosessualità”

NEW YORK – Il sesso occasionale non fa male alla propria autostima e non provoca tristezza e, nei casi peggiori, persino depressione e ansia. Un nuovo studio della New York University sfata questa credenza diffusa,

I ricercatori hanno chiesto ad un campione di studenti universitari americani di tenere un diario per tre mesi in cui scrivere come si sentivano dopo una notte di sesso occasionale, con un partner che sapevano non avrebbero mai più rivisto. Il risultato è stato sorprendente.

In base a quanto è venuto fuori dai diari, infatti, la maggior parte degli studenti era molto contenta dopo la notte passata con uno sconosciuto.

Gli studiosi hanno anche coniato il termine di “sociosexuality”, sociosessualità, con cui intendono una tendenza piuttosto stabile al sesso occasionale, determinata sia da fattori ereditari sia da fattori culturali e da passate esperienze.

La sociosessulità, in altre parole, non è una malattia o una compulsione deprecabile, ma semplicemente un modo particolare di vivere la propria sessualità e che, a differenza di quanto ritenuto in passato, non causa tristezza o ansia in chi ne è propenso.  

 

 

1 risposta su “Sesso occasionale non fa male all’autostima: è “sociosessualità””

Il giornalista che somiglia ad una scimmietta, porta i capelli scompigliati, abbronzatura presa male,scottata dal sole come un coltivatore di terra della svizzera montana.
Solitamente porta camicie sgualcite, con fantasia a quadri con prevalenza di colori gialli e marroni, una cintura nera di pelle alta che stona con i pantaloni tipo di lino di colore panna sporcata.
Ultimamente pare che abbia capito che l’uso del deodorante abbia una funzione.
Persona dotata di cultura e professionalità, invadente quanto basta, ma con poca sensibilità e tatto.
Maniaco del sesso, che fa in maniera multi sfaccettata, dando l’impressione di portare a termine ogni atto come fosse un round, che termina dicendo, anche questa è fatta! … ma si può! Sembra che è andato a fare un sacrificio, Bo, sarà!
I suoi articoli giornalistici sono sempre molto ben scritti, provengono da storie di persone che incontra nei tribunali e presentate da terzi.
Il giornalista che somiglia ad una scimmietta è un uomo amorfo e insensibile deve ringraziare i genitori che lo hanno fatto studiare, senza la sua cultura sarebbe meno di niente.

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