Letizia Ortiz, Amal Alamuddin: cappottini a confronto

Letizia Ortiz, Amal Alamuddin: cappottini a confronto

Letizia Ortiz e Amal Alamuddin non hanno in comune solo la bellezza e l’eleganza, ma anche la passione per la moda. Nel corso di questi ultimi anni sono diventate delle icone si stile. Merito anche dei loro stylist che lavorano per renderle impeccabili in ogni occasione.

E’ difficile, se non impossibile, trovare scatti che mostrino la regina e la moglie di Clooney senza tacchi o con un capo che non faccia tendenza. Ogni outfit è destinato a fare breccia nel cuore delle fashion addicted.

Mia banali, mai volgari, sempre estremante femminili, Letizia Ortiz e Amal Alamuddin amano indossare tubini, tailleur, longuette e deliziosi cappottini, abbinati sempre a una scarpa e una borsa a completare il look. Entrambe hanno una passione anche per i cappottini, tocco glam di ogni outfit.

Letizia Ortiz e Amal Alamuddin hanno in comune anche le origini borghesi. L’ex giornalista spagnola ha rinunciato alla sua carriera per diventare regina, mentre Amal prosegue la sua brillante carriera da avvocato (ha difeso personaggi del calibro di Julian Assange, fondatore di Wikileaks e il primo ministro dell’Ucraina Yulia Tymoshenko). Lei e il marito sono diventati genitori lo scorso giugno di due gemelli: Ella e Alexander.

Gorge Clooney e Amal Alamuddin sono convolati a nozze a Venezia il 27 settembre 2014. Il matrimonio è stato officiato in lingua inglese dall’ex-sindaco di Roma e amico di Clooney, Walter Veltroni. Amal è nata il 3 febbraio 1978 (età 38) a Beirut, in Libano. Lei ha studiato Giurisprudenza al St. Hugh’s College, di Oxford. E’ diventata una barrister di successo.

Clooney ha deciso di chiedere la mano di Amal nel 2014. Per farlo ha pianificato una romantica serata.

“Cucinai un piatto di pasta, e comprai dello champagne. Dopo cena, le chiesi di andare a prendere un accendino per accendere una candela, così tirai fuori l’anello. Mi inginocchiai, con le canzoni di Rosemary in sottofondo. C’era una strofa che diceva: ‘Perché non dovrei? Perché non dovrei cogliere l’occasione di questa storia? Perché non dovrei conoscere quest’amore?’. Lei prese l’anello e iniziò a dire ‘O mio dio’. Passammo venti minuti così: io in ginocchio, lei incredula. Poi, finalmente, disse di sì”.

 

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