Kate Middleton, evento a sorpresa in abito turchese Emilia Wickstead

Kate Middleton, evento a sorpresa in abito turchese Emilia Wickstead

LONDRA – Dopo l’esclusiva festa a Buckingham Palace per il 70° compleanno del principe Carlo, Kate Middleton è tornata a lavoro. La Duchessa ha partecipato, a sorpresa, ad un evento a Londra in occasione della settimana contro il bullismo

Kate è apparsa elegante, come sempre, in un abito turchese a pieghe firmato Emilia Wickstead, a cui ha abbinato classiche décolleté nere. Questa è la terza volta che la Duchessa indossa questo vestito di Wickstead. La prima volta lo ha sfoggiato nel 2014 durante una visita in Nuova Zelanda con il principe William, la seconda volta nel 2015 a Warminster, in Inghilterra.

La Taskforce, di cui fa parte il principe William, sostiene i giovani e le loro famiglie colpite dal cyberbullismo e si concentra sui bambini di età compresa tra gli 11 e i 16 anni. William ha riunito i giganti della tecnologia e dei media, le associazioni di beneficenza e genitori, per lavorare e per cercare di trovare una soluzione. I membri della Taskforce includono: The Anti-Bullying Alliance, Apple, BT, The Diana Award, EE, Facebook, Google, Internet Matters, Music.ly, NSPCC, O2, Sky, Snapchat, Supercell, TalkTalk, Tre, Twitter, Vodafone e Virgin Media.

Nel suo discorso, William ha rivelato perché ha deciso di far parte di questo progetto, ora che è padre di tre bambini:

“Ho visto che i miei amici e colleghi erano preoccupati dei rischi degli strumenti molto potenti che stavamo mettendo nelle mani dei nostri figli. A troppe famiglie Smartphone e Social hanno distrutto la serenità della casa. A tal proposito, sentivo che non ci sono delle linee guida da seguire. Dovremmo leggere i messaggi dei nostri figli? Dovremmo permettere loro di avere telefoni e tablet nelle loro stanze? A chi segnaliamo il bullismo?”.

William ha continuato:

“Sicuramente è possibile collaborare con i genitori per rendere il mondo online un luogo sicuro di scoperta, amicizia e istruzione per i nostri  figli. Si può lavorare nell’interesse dei bambini e dei genitori che usano i prodotti di tecnologia”.

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