Insonnia, entro il 2099 perderemo 58 ore di sonno e questo è il motivo

Insonnia, entro il 2099 perderemo 58 ore di sonno e questo è il motivo

17 Giugno 2022 - di Silvia

Se pensate che l’insonnia sia un problema relativo solo alla nostra realtà attuale, potreste ricredervi. È probabile che gli abitanti della terra siano destinati a perdere dalle 50 alle 58 ore di sonno all’anno entro il 2099 a causa della crisi climatica. Lo ha rivelato uno studio pubblicato sulla rivista One Earth lo scorso maggio.

Una sola notte sopra i 30 gradi Celsius riduce il tempo di sonno di circa un quarto d’ora a persona. Lo ha evidenziato l’autore principale dello studio, Kelton Minor, dottorando presso il Copenhagen Center for Social Data Science dell’Università di Copenaghen. La perdita di sonno è stata tre volte maggiore per gli anziani nelle aree a basso reddito rispetto alle aree a reddito più alto, mentre le donne sono state colpite il 25% dall’aumento delle temperature rispetto agli uomini.

Considerando che le temperature continuano ad aumentare a causa del riscaldamento globale, Minor prevede che la perdita di sonno aumenterà conseguentemente a un ritmo più veloce nelle regioni che già affrontano climi caldi. Sembra che l’uomo non riesca neanche ad adattarsi troppo alle elevate temperature. Infatti soffre dall’inizio alla fine della stagione. Quando si dorme infatti la temperatura corporea deve abbassarsi. Se ciò non accade perché l’ambiente è caldo è difficile addormentarsi.

“La soluzione più grande e migliore al problema è l’uso di una pianificazione edilizia rispettosa dell’ambiente e l’implementazione di altri cambiamenti per migliorare il problema del riscaldamento globale”, ha affermato Alex Agostini, docente nel dipartimento di giustizia e società presso l’Università del South Australia ad Adelaide.

“Molti di noi già non dormono a sufficienza e il contributo dei problemi del sonno rilevanti per il riscaldamento globale potrebbe avere conseguenze reali per la nostra salute e benessere”, ha evidenziato Agostini, mettendo in allarme relativamente a un problema che graverà soprattutto sulle prossime generazioni. Fonte: CNN. Foto di Tumisu, da Pixabay.

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