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Obesità, rischio aumenta per i bimbi che dormono poco

ROMA – Il rischio obesità aumenta per i bambini che dormono poco. A dirlo sono i pediatri italiani della Società italiana di pediatria preventiva e sociale, Sipps, che in una nota spiegano come un adeguato riposo notturno per i bambini sia in importante fattore di prevenzione dall’insorgere di disturbi metabolici, quali obesità e diabete.

Elvira Verduci, componente del Consiglio Direttivo della Sipps, ha spiegato:

“Il sonno è un processo fondamentale nella vita di ogni individuo e in età pediatrica contribuisce alla salute e alla crescita del bimbo. E’ recente l’ipotesi di una possibile associazione tra ridotta durata del sonno e obesità”.

Paolo Brambilla, coordinatore Gruppo di lavoro della Sipps ‘Obesità e stili di vita’, ha poi aggiunto:

“Oltre alle classiche conseguenze di un ridotto riposo come sbalzi di umore, irritabilità e difficoltà di concentrazione la durata del sonno sembra essere associata a patologie croniche: non solo obesità e insulino-resistenza ma anche diabete mellito di tipo 2, disturbi cardiovascolari ed aumentata mortalità”.

I bambini che dormono a sufficienza, continua Brambilla, riducono del 9% il rischio di patologie metaboliche:

“La metanalisi degli studi pediatrici mostra come per ogni ora di sonno in più il rischio di sovrappeso e obesità risulti ridotto in media del 9 per cento. Studi epidemiologici suggeriscono infatti che soggetti, sia adulti che bambini, definiti come ‘short sleepers’ tendono ad avere un maggiore indice di massa corporea (Bmi), una maggiore percentuale di grasso corporeo e una maggiore circonferenza della vita nei confronti di chi rispetta le ore di sonno raccomandate. Anche la regolarità, e non solo la durata media, del sonno sarebbe importante a fini preventivi”.

 

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