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Mercati: cheap o chic? Consigli per non sbagliare

comprare ai mercatini

ROMA – Louis Vuitton, Chanel, Gucci, Prada… chi non ama acquistare nelle boutique delle grandi griffe? Tutte ovviamente. Non sempre però si ha disponibilità di budget a volte troppo elevati, così riversiamo le nostre voglie di shopping… altrove.

Oggi vogliamo spezzare una lancia a favore dei mercatini. Nell’immaginario collettivo delle donne, infatti, comprare al mercato spesso fa “cheap”. Quante di voi, una volta acquistato un capo o un accessorio in una bancarella, non hanno mentito sulla sua provenienza? Questo perché, spesso erroneamente, è luogo comune che sulle bancarelle si venda sempre roba scadente.

Questo però non sempre è vero. Riuscire ad avere stile, conoscere il proprio corpo e rimanere chic pur acquistando ai mercati è infatti possibile. L’importante è saper scegliere e mixare bene i pezzi e, soprattutto, aguzzare l’ingegno e l’esperienza. Se è infatti vero che esistono bancarelle che vendono capi scadenti, è altrettanto vero che molti mercati offrono prodotti artigianali (spesso Made in Italy o, ancora meglio, prodotti che vengono dall’Africa o dal Sud America) assolutamente originali e unici.

La regola principale, dunque, per acquistare ai mercati e fare davvero buoni affari, è imparare ad avere occhio e soprattutto non cadere nei pregiudizi.

Ricordiamo infatti che molto spesso nei mercati si trovano commercianti che vendono cose di qualità ma a prezzi più bassi semplicemente perché con la bancarella non hanno costi di mantenimento di un negozio. Un esempio tipico è il famoso mercato di artigiani della domenica di Forte dei Marmi, in cui si trovano sempre capi e accessori di qualità (maglioni o t-shirt in cachemire, seta, lino) ad un prezzo più basso che nei negozi.

Esistono poi anche banchi di accessori di passate stagioni (magari della scorsa, o al massimo due ma, diciamocelo, a chi importa se l’evergreen pull in cachemire blu-marine è dell’anno scorso?) acquistati in stock e rivenduti a prezzi ancor più bassi di un outlet. Infine, ci sono artigiani che espongono direttamente i propri prodotti senza passare da grossisti e rivenditori e quindi mantenendo prezzi contenuti pur offrendo qualità molto alta.

Insomma, è chiaro che è facile trovare capi scadenti nei mercati, ma ricordiamo che è facile trovarli anche in negozio: non bisogna, dunque, fare di tutta un’erba un fascio.

Per una fashion victim o a qualsiasi donna cui piace fare shopping non sarà certo una pena lanciare colpi d’occhio (a me, per esempio, non ne sfugge una) alle bancarelle e valutare, toccare, guardare. È facile distinguere un capo o un accessorio che merita rispetto a quello scadente e di massa.

Esistono delle poche e sintetiche “regole” per riuscire a sfruttare al meglio le qualità dell’acquisto ai mercati:

Innanzitutto è fondamentale non lasciarsi ingannare dai prezzi: né quelli bassi né quelli alti sono sinonimo di qualità\precarietà e, soprattutto, ogni acquisto deve essere ponderato, soprattutto nel caso costi molto poco. Ricordiamo che ogni acquisto, anche se a basso costo, è sempre sbagliato se non è quello che ci sta bene o che ci serve e sarà, probabilmente, destinato all’anta nascosta e buia dell’armadio. Se costa molto, poi, non è garanzia di qualità alta: quella perizia la possiamo fare solo noi.

Altra regola fondamentale è lasciarsi guidare dal proprio intuito e dalla propria esperienza: occhio, mano, testa e… cuore. Se infatti dobbiamo razionalmente controllare i dettagli quali cuciture, cerniere, bottoni e sentire al tatto i tessuti e i materiali (non è difficile riconoscere una t-shirt in tessuto troppo sintetico) e fare velocemente mente locale sulla situazione del nostro armadio e sulla possibilità di integrare il nuovo acquisto, è anche vero che, almeno un parte, dobbiamo seguire il nostro cuore e il nostro istinto: potremmo rimpiangere quell’affascinante bracciale in stile africano per molto tempo! E poi, ricordiamo, che non è detto che un bangla dallo stile africano non stia bene con il nostro look vagamente casual chic o bon ton, anzi!

Ricordate poi che acquistare in serie non sempre va bene, bisogna diversificare. Svuotare la bancarella di borse artigianali solo perché costano poco “così ho le borse per tutta l’estate” non sempre è una buona idea. Oggi la moda ama la decontestualizzazione: farete molto più bella figura e risulterete davvero chic se riuscirete ad integrare nel vostro solito outfit quel bel caftano in garza o quel foulard vintage scovato nella bancarella che cambiare ogni giorno colore di borsa che ad che a un occhio attento rivelerà il fattore “serialità”. Davvero cheap!

Ultimo consiglio, ma non meno importante, è quello di curare i rapporti con i venditori: conoscere i commercianti, instaurare un rapporto con loro ci aiuta a fare buoni affari. Quando ci si conosce è più facile infatti fare richieste ed essere accontentati e, soprattutto, saremo i primi ad essere contattati nel caso il venditore abbia davvero un buon affare. Senza scordarci, ovviamente, il possibile “prezzo ritoccato solo per noi, che siamo assidui clienti”.

Che dire, a questo punto non vi resta che scovare i mercati più belli: l’estate e le località balneari ci regalano sempre grandi soddisfazioni sulla spiaggia e nei centri storici delle cittadine!

 

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