Lavorare troppo fa male: rischio depressione e ipertensione

Pubblicato il 8 agosto 2016 15.00 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2016 14.11

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Lavorare troppo fa male: rischio depressione e ipertensione

M ILANO – Lavorare troppo fa male. Letteralmente. Aumenta l’ansia, l’irritabilità, il rischio di soffrire di depressione e persino la pressione sanguigna. Il fenomeno ha anche un nome: “workaholism”. Un po’ come l’alcolismo, la dipendenza dal lavoro può portare a vere e proprie patologie.

Il workaholism è una forma negativa di forte investimento nel lavoro, in cui la persona non solo lavora eccessivamente (spesso ben oltre quanto richiesto dall’organizzazione) ma sviluppa una vera e propria ossessione per l’attività lavorativa, non riuscendo a staccare e provando un disagio significativo quando si allontana da essa.

I correlati di questo fenomeno sono stati documentati da una équipe di ricercatori italiani guidati da Cristian Balducci, professore associato di Psicologia del lavoro dell’Università di Bologna, che hanno indagato gli effetti non solo a livello psicologico (sintomi di malessere affettivo, irritabilità, ansia e depressione), ma anche a livello fisiologico (elevata pressione sanguigna).

Lo studio è stato condotto dai ricercatori su due fronti: attraverso un campione di 311 partecipanti, costituito in gran parte da liberi professionisti, dirigenti e imprenditori, è stato mostrato che i soggetti con una tendenza più marcata al workaholism registrano una più frequente esperienza di stati emotivi negativi (come rabbia, pessimismo, scoraggiamento), non solo quando questi sentimenti sono autoriportati dal soggetto, ma anche quando viene chiesto ad una fonte indipendente (il partner, nella gran parte dei casi) di riportare il benessere affettivo del soggetto.

Attraverso lo studio di un gruppo di 235 lavoratori dipendenti è emerso che una più marcata tendenza al workaholism impatta negativamente sulla salute mentale ad un anno di distanza, a suggerire che alla lunga le conseguenze della dipendenza da lavoro possano essere di rilevanza clinica. Inoltre è emerso che un carico di lavoro percepito come molto elevato produce un rafforzamento della tendenza al workaholism.