Alzheimer, caffè aiuta a prevenire la demenza senile

Pubblicato il 10 novembre 2016 11.30 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2016 11.27

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N EW YORK – Un caffè contro la demenza senile, l’Alzheimer e il declino cognitivo tipico dell’invecchiamento. Da tempo si parla dei benefici della caffeina (in dosi moderate) per il cervello soprattutto con l’avanzare dell’età. Ma adesso uno studio quantifica il beneficio.

I ricercatori dell’Università del Wisconsin di Milwaukee, negli Stati Uniti, hanno infatti seguito per dieci anni un gruppo di 6.500 persone sopra i 65 anni e hanno scoperto che il rischio di demenza o altro decadimento cognitivo pare diminuire del 36 per cento in coloro che consumano almeno due o tre tazze di caffè al giorno (oppure da 6 a 8 tazze di tè al giorno).

Va precisato che non si parla di tre tazzine di espresso: questo studio è stato condotto negli Stati Uniti, dove per tazza di caffè si intende il caffe americano, in tazza grande e con molta acqua.

Nello specifico la psichiatra Ira Driscoll, principale autrice dello studio, definisce in 261 milligrammi al giorno la quantità di caffeina che aiuta la mente. Come spiega Serena Zoli su Huffington Post,

calcolando che in una delle nostre tazzine ci siano mediamente 50 milligrammi di caffeina, il numero del consumo quotidiano sale a cinque tazzine. Ovviamente il dato raccolto è stato raggiunto facendo prima la tara di altri elementi che potrebbero aver pesato sullo stato cognitivo come depressione, età, consumo di alcol, di fumo e così via.

Già due anni fa uno studio pubblicato su Nature Neuroscience aveva parlato di un legame tra il consumo di caffè e il miglioramento della memoria a lungo termine. Altri studi sostengono che la caffeina possa rallentare l’altro grande rischio dell’avanzare dell’età, il Parkinson.