Scostumista: Caravaggio Experience al Palazzo delle Esposizioni

Pubblicato il 24 marzo 2016 12.22 | Ultimo aggiornamento: 24 marzo 2016 12.22

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Scostumista: Caravaggio Experience al Palazzo delle Esposizioni

R OMA – Scostumista: Caravaggio Experience al Palazzo delle Esposizioni. Oggi 24 marzo 2016 inaugura una mostra insolita al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Caravaggio Experience è un viaggio visivo, sensoriale, olfattivo attraverso le opere di Michelangelo Merisi. Cinquantasette capolavori esposti in questa installazione attraverso video che riprendono dettagli dei suoi quadri e interi dipinti, accompagnati da musiche appositamente composte per la mostra da Stefano Saletti.

L’arte immersiva è una forma d’arte che utilizza tecnologie digitali, video proiezioni, musiche e suoni, e in questo caso anche odori, per coinvolgere ed immergere lo spettatore in un’esperienza pienamente emozionale. La video-installazione immersiva tende ad abbattere la barriera fra dipinto e pubblico, per far entrare lo spettatore letteralmente dentro lo spazio creato dall’artista. L’ installazione è collocata al secondo piano del Palazzo delle Esposizioni ed è suddivisa in in base ai grandi temi della produzione caravaggesca.

Il percorso si apre con la LUCE, elemento caratterizzate dell’opera di Caravaggio, il quale inventa per la luce una funzione compositiva, strutturale e simbolica del tutto nuova. La luce è l’elemento che svela il reale. Lo rende evidente, vivo, ai nostri occhi, qui è presentata anche La Vocazione di San Matteo. Un’opera rivoluzionaria per stile compositivo e significati. Un nuovo modo di percepire emotivamente lo spazio: il gesto terreno del Cristo e la luce divina che proviene dalle sue spalle. Tutti i personaggi seduti al tavolo sono illuminati. Ma solo Matteo ne percepisce il bagliore e si sente chiamato. Indica se stesso, per affermare di aver inteso che la luce di Dio proprio a lui era rivolta. La luce in Caravaggio permette di svelare i personaggi facendoli emergere dall’oscurità, dalle tenebre a cui sono destinati. Luce divina e terrena allo stesso tempo.

A seguire: il NATURALISMO Caravaggio dipinge la realtà in cui vive. Alterna quadri con nature morte, scene di vita vissuta e giovani personaggi che incontra nelle botteghe, nei palazzi e fra le strade di Roma. Sacro e profano si confondono. I suoi incontri giovanili si rivelano ai nostri occhi sotto forma di simboli classici e divinità: esemplari di questa fase sono Il Bacco, Il suonatore di liuto, L’amore vincitore, San Giovanni, I musici. Il finale del capitolo si caratterizza per un ribaltamento del piano di osservazione: non è più lo spettatore a guardare i personaggi, ma sono loro ad osservare il pubblico con sguardi vivi e languidi.

ENIGMA DI NARCISO: Il dipinto del Narciso, la cui attribuzione è incerta, è il protagonista di un intermezzo visivo ricco di magia e sorpresa. Il Narciso è un uomo alla scoperta del creato. Osserva le stelle e cerca forse Dio, ma la pioggia improvvisa crea uno specchio d’acqua nel suolo. Narciso abbassa lo sguardo e scopre se stesso riflesso. Il Narciso trova il bello e il divino non più volgendo lo sguardo al firmamento, ma osservando fra le cose terrene. Si innamora della sua figura che lo specchio d’acqua e la luce della luna rendono visibile ai suoi occhi. Ma quando si abbassa per un baciare la sua figura specchiata l’illusione di un incontro svanisce per sempre.

Si passa poi alla TEATRALITA’, raccontata attraverso l’individuazione degli elementi compositivi e strutturali delle opere, spogliando le tele dei colori e della luce per rivelare le forme compositive essenziali. La posizione dei corpi, gli equilibri fra i personaggi, la scelta dell’illuminazione, le preparazioni bianche sulle tele, gli elementi compositivi strutturali, le forme geometriche, la profondità tridimensionale delle sue opere. La composizione teatrale di ogni sua opera viene esplicitata con una tecnica di “tridimensionalizzazione” dello spazio per poter meglio apprezzare i piani focali reali delle sue scene e le espressioni facciali dei protagonisti che tanto ricordano gli studi di Leonardo da Vinci sui moti dell’anima, da cui Caravaggio potrebbe aver tratto ispirazione.

Il percorso prosegue con La VIOLENZA, in cui sono ripercorsi episodi a essa legati, esecuzioni pubbliche, zuffe fra i vicoli e nelle osterie, le inquietudini, le vendette, i gesti estremi che il giovane artista vive e osserva nei suoi anni romani entrano nelle sue opere con forza. La violenza è uno dei tanti ingredienti della realtà che si svolge sotto i suoi occhi e per questa ragione non può essere esclusa dalle sue raffigurazioni. L’utilizzo di personaggi e modelli a lui contemporanei accentua questo aspetto reale del gesto violento.

I LUOGHI DI CARAVAGGIO, la cui opera intera, al termine del percorso, è raccolta in una galleria virtuale in cui l’osservatore può godere dei lavori nel loro insieme. Il fascino dell’Artista è profondamente radicato nella sua tormentata esistenza.
In questo capitolo ripercorriamo cronologicamente la vita e l’arte di Caravaggio: i luoghi dove ha vissuto, il mito della vita tumultuosa, le intemperanze, i drammi, le fughe, la morte drammatica, il genio inquieto, così vicino al nostro spirito contemporaneo.

Infine: L’ARTE IMMORTALE DI CARAVAGGIO– Entriamo in una galleria virtuale nella quale possiamo finalmente osservare, per un’ultima volta tutti insieme, i capolavori che consegnano Caravaggio all’immortalità. Il mito vive in eterno grazie alla scoperta e continua riscoperta delle sue opere.

Il progetto espositivo, elaborato con la consulenza scientifica di Claudio Strinati, è coprodotto da Azienda Speciale Palaexpo e Medialart, società fiorentina, in collaborazione con Roma&Roma srl. ed è realizzata dai video artisti di The Fake Factory. Fino al 3 Luglio.

Di Annapaola Brancia D’Apricena

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