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Daniela Del Secco, estetista e venditrice, altro che “Marchesa”

MILANO – Si chiama Daniela del Secco ma si fa chiamare la Marchesa Daniela del Secco d’Aragona. È la “nuova promessa” della tv che ha fatto breccia nel cuore di mezza Italia grazie alle sue mirabolanti performance durante il reality “Pechino Express“, affrontando il sud-est asiatico insieme al maggiordomo Gregory.

Ma chi è veramente la Marchesa Daniela del Secco d’Aragona? “Un’impostora”, potrebbero urlare i nobili italiani, quelli veri, tutti in coro.

Via il “Marchesa” e via il “D’Aragona”, rimane solo un comunissimo, banalissimo, Daniela del Secco: estetista e tele-venditrice degli anni ’90 di creme di bellezza.

Scrive Dagospia:

“Cercando in rete, si trova un sito, www.marchesadaragona.it dove la stessa Dani si racconta, pubblicando un lungo curriculum che inizia con la sua iscrizione all’Albo dei Giornalisti della Lombardia, e finisce con le sue competenze in campo estetico, passando per un’avventurosa storia familiare. Sotto a una coroncina da marchese, c’è poi un bel tariffario con una “linea dermocosmetica” targata “Aragona”, prodotti creati dalle sapienti mani della stessa Dani e venduti a cifre che arrivano alla sommetta di 650 euro.”

La musica cambia quando però il nome di Daniela del Secco viene fatto ai nobili romani, che Daniela la conoscono molto bene. Dagospia scrive:

“Se invece uno chiede a qualche vera nobildonna romana che conosce a menadito il Libro d’Oro della Nobiltà Italiana, scopre che la simpatica Dani non è affatto una marchesa con “duemila anni di storia familiare, discendente da Settimio Severo” o “della famiglia reale” (come ha detto a un povero albergatore vietnamita per convincerlo a ospitarla gratis). Daniela si chiama sì Del Secco, come risulta anche dall’elenco dell’Ordine dei giornalisti lombardi. Ma il “d’Aragona” se lo è aggiunto lei, sfruttando una somiglianza con una vera famiglia marchionale. Eh già, perché sull’Albo d’Oro si trovano i “Secco d’Aragona“, stirpe milanese, ma nessuna Daniela risulta all’appello dell’edizione 2005 (o di quelle precedenti)”.

Insomma, i nobili del giro conoscono bene Daniela del Secco e, scrive Dagospia,sanno benissimo che lei si spaccia per aristocratica, ma finora avevano chiuso un occhio, un po’ indignati, un po’ divertiti”.

Ma ora che l’aristocratica-ma-nemmeno-tanto Daniela si è lanciata nel mondo della tv le cose cambiano perché i nobili (quelli veri) non ci stanno a far trasparire il messaggio di Daniela in merito alla nobiltà “perché Dani dà un’immagine, tra sedicenti maggiordomi e millantati autisti, ben lontana dallo stato reale dei baroni d’oggi, quasi tutti poveri in canna. Le frasi come “bisogna cambiare 5 abiti e 5 profumi al giorno”, per quanto necessarie a costruire una caricatura televisiva, hanno fatto infuriare i blasonati“.

I più infuriati, ovviamente, quelli che il titolo “D’Aragona” se lo sono accaparrato veramente, e “proprio infuriati (soprattutto per le telefonate di persone che chiedono conto di parentele) coloro che discendono direttamente dal Re d’Aragona Giacomo I, come certi principi romani vivi, vegeti e senza alcun legame con la mitologica Dani”.

Così ecco che le lingue diventano biforcute e a colpi di sana nobiltà arrivano le frecciatine e vengono rispolverati episodi al vetriolo. Come quello in cui si ricorda una rubrica di televendite “ante litteram” che “La Marchesa” conduceva su un’emittente privata laziale negli anni ‘90 in cui promuoveva le sue creme di bellezza esordendo semplicemente come “Sono Daniela Del Secco…”.

Eppure, a quanto pare, la non Marchesa ci sa fare:

“Negli ultimi anni si è infilata in tutti gli eventi della Capitale, all’inizio senza inviti, poi piano piano è riuscita a diventare (anche grazie alle foto di Cafonal, in cui appare senza sosta) un personaggio più vero di quello che voleva imitare, tanto da finire su “Uno Mattina” (via Franco Di Mare) e su varie riviste di gossip a fare da consulente di bon ton.
Ha una pagina Facebook molto seguita, dove pubblica autoscatti, ritagli di giornale, fermo immagine da Rai1, inviti ad ambasciate (tra cui quella di Francia per la festa della Bastiglia: anche il buon ambasciatore Le Roy la chiama “Marchesa Dani del Secco d’Aragona”). Ha fatto amicizia con vari stilisti della Capitale, da cui si fa vestire gratis in cambio della promozione derivante dal suo apparire su siti e giornali”.

Insomma,

“Una giornalista/estetista/pr di se stessa che dalle televendite e dai quotidiani di provincia si è trasformata in una “Marchesa” talmente sciroccata e sopra le righe da diventare più vera della fiction. Gli autori di “Pechino Express” l’hanno capito, e l’hanno trasformata nel personaggio stracult di questa stagione televisiva”.

9 risposte su “Daniela Del Secco, estetista e venditrice, altro che “Marchesa””

E BRAVI! CHI MENTE E VIOLA LA LEGGE E’ DA PREMIARE ED AMMIRARE COME CHI EVADE…LA SIGNORA IN OGGETTO E’ BRUTTA, PREPOTENTE, SPOCCHIOSA ED ARROGANTE NONCHE’ VENDE A 600 EUROS E PASSA USANDO A FINI COMMERCIALE ED ILLEGALMENTE IL COGNOME ARAGONA!! MA VOI AMMIRATE ANCHE CORONA COME QUESTA PAGLIACCIA..PERCHE’ CHI RUBA COGNOMI E TRUFFA LA VERITA’ E’ DA AMMIRARE!! BASTA CHE SIA TUTTO IN TV!

I titoli nobiliari in italia sono stati aboliti nel 48 e di certo la signora non fa alcun reato.
Chiunque può dirsi principe, marchese o barone e questi valgono tanto quanto quelli “veri”: nulla!!
Ed ancor meno vale, a parer mio, chi da credito sia agli uni che agli altri.
Gervasio Imperatore

I titoli non hanno più valore legale, ma i cognomi sì, inclusi i predicati che ne sono parte integrante, come recita la nostra Costituzione….

Ci si dovrebbe domandare se in un Paese come il nostro, martoriato da gravi problemi sociali, laddove tutti invocano, lealtà, verità e trasparenza, ci sia spazio per persone come la signora Daniela che, hanno costruito negli anni un “personaggio” con la menzogna e la mistificazione, al sol fine di trarre un cospicuo vantaggio economico personale, soddisfacendo la propria vanità e la compulsiva necessità di dover apparire a tutti i costi. La trovo anche simpatica, intelligente e una donna di classe ma…da che mondo è mondo, un conto è l’essere altro l’apparire e, la furbizia, è bene ricordarlo, è molto spesso l’anticamera della disonestà.

Ben detto signor Olivier! Condivido pienamente il suo pensiero. A Roma ormai sono abituati ed assuefatti dalle false marchese e da principesse che “giocano” sull’omonimia, pur non essendo presenti in alcun ramo di albero genealogico…d’altro lato si sa che l’orso va dove c’è il miele…fortunatamente negli ambienti che contano e soprattutto fuori dalla capitale, le cose si sanno, le persone vere si conoscono e soprattutto ci si guarda le spalle a vicenda da queste persone che altro non sono che dei parvenue, abilissimi “arrampicatori sociali” .

Condivido pienamente il suo pensiero,purtroppo in Italia c’e’ stato un ribaltamento sociale e con quello dei valori ,dove se potessero si approprierebbero anche della storia che non hanno scritto.
L’ uguaglianza sociale non ha titoli ,tutti ne hanno il diritto,ma il titolo rappresenta la dignita’ che una famiglia ha rappresentato nella storia di un popolo con le sue gesta.

il problema è che a questa signora marchesa farlocca la lasciano fare tranquillamente…qualche giornalista incredibilmente imbecille la invita persino ia Rai 1 a dare lezioni…di bon ton…..altrettanti imbecili…..le offrono gratis alberghi e abiti…mangia a sbafo senza pagare nei ristoranti in della capitale…etc etc…e sopratutto chi avrebbe titolo di indignarsi cioiè i veri signori di Aragona…non fanno nulla invece di inseguirla a suon di carta bollata ..si limitano alla formale indignazione…..ormai è notorio a tutti che la fasulla marchesa è na….SOLA….come si dice a Roma ..ma continuano a dedicarle programmi, giornali, inviti…e questa imbrogliona si fa i cavolacci suoi….

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