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Amici 11, la finale: Emma vincitrice morale?

21 Maggio 2012 - di Claudia Montanari

VERONA – È finita sabato scorso l’edizione numero 11 del talent show “Amici”. E, come quasi in tutte le gare, vi è stato un vincitore “fisico” ed uno “morale”. Ha vinto la voce di Alessandra Amoroso, all’Arena di Verona, “sbaragliando” colleghi quali Emma marrone e Marco Carta. Dopo la proclamazione, Alessandra ha duettato con Emma, seconda arrivata, il “Non è l’inferno”. Le due cantanti salentine divideranno il premio e si esibiranno insieme in un concerto gratuito all’Arena di Verona.

Ma è proprio Emma la vincitrice morale di questa edizione di “Amici”. Perché se il talento dei ragazzi è da sempre fattore primario del talent show, quest’anno i sentimenti hanno dato una notevole scossa al programma (e a Emma, che ha visto finire la sua relazione “storica” con Stefano De Martino che l’ha lasciata per la bella argentina Belen Rodriguez). E, proprio Emma, al “Messaggero” commenta così: “Non ho vinto Amici 11, ma io quest’anno ho vinto i miei mostri”. Intanto, dopo i numerosi fischi e le contestazioni che si è “beccata” Belen nelle ultime puntate di Amici, ha deciso di non partecipare all’ultima puntata. L’unica persona che non ha mai detto una parola, nemmeno durante le interviste, contro la Rodriguez è stata sempre Maria De Filippi che, durante il tradizionale incontro post-finale, ha voluto precisare: “Emma non ha mai parlato né cantato contro Belen, neanche Bella senz’anima era diretto a lei. Abbiamo tentato sempre di considerare Belen nel ruolo per cui era stata presa, non abbiamo mai considerato quello che era successo al di fuori del programma. E poi Emma è stata bravissima, ha continuato a cantare”.

Intanto, la finale di “Amici” è stata aperta con un ricordo commosso dedicato a Melissa, la studentessa rimasta uccisa nell’attentato di Brindisi. ”Questa trasmissione è per lei e per tutti voi che non chiedete altro che di vivere normalmente”, ha spiegato la De Filippi. Subito dopo, tutto il pubblico dell’Arena, i giornalisti e l’orchestra si sono alzati in piedi per un lungo applauso.

La scelta di andare in onda comunque era stata presa nel pomeriggio in accordo con Mediaset e la produzione del programma che in una nota avevano definito ”vigliacco” l’attentato, che ”non può far prevalere il tentativo di paralizzare la vita del Paese. La vita deve vincere contro chi diffonde la paura e la morte”.

Noi, ci chiediamo, ma è davvero la scelta giusta? È davvero giusto non fermare i programmi televisivi di puro intrattenimento per non appoggiare il tentativo di “paralizzare il Paese”?

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