Alle Olimpiadi 2012 l’Italia vola… ma non nuota

Filippo Magnini

LONDRA – Che l’Italia stia dando il meglio in queste Olimpiadi di Londra 2012 bisogna riconoscerlo. O almeno, in molti sport è così ma non nel nuoto. Se infatti le Fiorettiste italiane hanno conquistato il podio del Fioretto conquistando primo secondo e terzo posto, per il nuoto non si può dire lo stesso. Dopo la batosta presa dalla Pellegrini nei 400 metri, sono Filippo Magnini e Luca Dotto ad essere stati eliminati nelle batterie dei 100 stile libero ai Giochi Olimpici di Londra 2012. Il campione europeo ha chiuso sesto la sua frazione con il tempo di 49”18, mentre l’altro azzurro Luca Dotto, è giunto settimo nella sua batteria con il crono di 49”43. Fuori anche la staffetta 4×200: il quartetto, composto da Gianluca Maglia, Alex di Giorgio, Riccardo Maestri e Marco Belotti, ha chiuso la batteria al sesto posto con il tempo di 7:12.69.

“La velocità ha “cannato” la preparazione, da settembre bisogna cambiare tutto”, ha detto Magnini in uno sfogo dopo la gara. ”So di aver dato tutto, ma in gara non rendiamo -dice l’azzurro-, è un peccato presentarsi a un’Olimpiade così. L’anno scorso, seppur in staffetta, ho fatto 47″5 ma da gennaio sento di non nuotare bene. E io se sto bene, vado forte. E’ anche colpa mia se non ho messo abbastanza in chiaro queste mie sensazioni e correggere certi errori. Io non cerco colpevoli, ma adesso serve fermarsi un attimo e parlarne”. “Non sono deluso – ha aggiunto – sono dispiaciuto perché è un peccato presentarsi cosi’. Non so quanti italiani stanno andando bene, non stiamo facendo quello che potremmo fare”.

Del gruppo che si allena con Claudio Rossetto fa parte anche Federica Pellegrini, fidanzata di Magnini, che stasera sarà in finale dei 200 dopo il flop nei 400: “Tutti quanti abbiamo imparato qualcosa da Fede e anche lei ha imparato da noi”, assicura Magnini. “Castagnetti? Manca sempre, era un punto di riferimento per tutti”. Poi, tornando sulla fallimentare spedizione olimpica: “L’impegno c’è stato, le motivazioni le ho ma sono talmente fuori forma che mi chiedo: sono venuto qua a fare cosa?”.

Molto dura anche l’analisi di Luca Dotto: “E’ una occasione sprecata e mi dispiace, sto facendo fare una figuraccia incredibile ai velocisti italiani. La colpa è di tutto il gruppo, non è da affibbiare ad una sola persona, noi ragazzi ci assumiamo le nostre responsabilità, e anche i nostri tecnici devono assumersele. Tutti quanti stiamo male. Le potenzialità ce le abbiamo, il gruppo funziona bene e lo scorso anno lo abbiamo dimostrato, è triste uscire così”. “Cosa non è andato? Fino ai 50 e ai 75 ero lì, venivo su bene, poi mi è venuta una botta di fatica alla quale ho reagito con la testa, ma il corpo diceva di no. Una mancanza di condizione che non pensavo di avere in questa Olimpiade. Dall’infortunio avevo recuperato bene, in acqua avevo buone sensazioni, dispiace”, ha aggiunto Dotto alla Rai.

A stretto gito la risposta di Claudio Rossetto che non ci sta a risultare come l’unico colpevole e replica: “Per ottenere risultati, bisognava rischiare e ci siamo giocati tutto. Non siamo come gli americani, che hanno 10 medaglie sicure. Abbiamo 4-5 ragazzi e dovevamo correre qualche rischio per puntare al risultato. Bisognava spingere e portarli al limite: quando si sceglie questa strada, si può andare oltre il limite. Non ho rimpianti per le scelte fatte, ho rimpianti per i risultati”. ”Dobbiamo ispirarci ai migliori e il modello di riferimento, in questo senso, e’ quello degli Stati Uniti: gli americani -ribadisce- hanno però un’organizzazione diversa. Noi dobbiamo migliorare mentalità facendo gareggiare di più i nostri ragazzi durante l’anno, facendoli muovere e viaggiare di più”.

Ora le speranze di medaglia sono tutte nella finale dei 200 sl, dove, dopo la delusione dei 400, Federica Pellegrini cerca il riscatto: ”Oggi mi gioco tutto”, scrive l’azzurra sua pagina su Twitter. ”So che ci siete sempre!!! Leggo tutti i messaggi bellissimi che mi inviate!! Un abbraccio immenso e grazie! Oggi mi gioco tutto :-)”, scrive la veneta rivolgendosi ai suoi followers.

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