Oms: lo smartworking aumenta il rischio di depressione e isolamento

Oms: lo smartworking aumenta il rischio di depressione e isolamento

5 Febbraio 2022 - di Silvia

Milioni di lavoratori sono entrati in smartworking in questi ultimi due anni a causa della pandemia da Covid-19. Per molti è stata una novità, per altri la conferma di una modalità lavorativa già in essere. C’è chi ha apprezzato la lontananza dal posto di lavoro e chi l’ha mal tollerata. Non tutti gli impieghi sono infatti compatibili con la mancanza di un rapporto umano dal vivo. Ci sono vantaggi e svantaggi, come la crisi delle attività di ristorazione legate ai luoghi di lavoro. Questo vale soprattutto per le grandi città, come Roma e Milano. In questo caso i problemi sono di natura economica.



I problemi di salute mentale legati allo smartworking.

Si è però parlato molto in questi ultimi mesi di aumento di problemi legati alla salute mentale a causa dell’isolamento. Vale anche per la didattica a distanza. Ora l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), in un rapporto pubblicato il 2 febbraio scorso, mettono in guardia anche dagli effetti collaterali del lavoro da remoto.

Secondo l’Oms e l’Oil il telelavoro, ad esempio, aumenta il rischio di isolamento sociale e di depressione. Favorisce il consumo di fumo e alcol e conduce a una vita più sedentaria. Rappresenta un rischio anche per l’apparato muscolo-scheletrico e per gli occhi, a causa del prolungato tempo passato seduti davanti a uno schermo. L’eccesso di tempo passato allo schermo e l’orario di lavoro irregolare può avere anche effetti negativi sul sonno.

“Nei due anni di pandemia è diventato chiaro che il telelavoro può portare benefici, ma può anche avere un impatto terribile sulle persone. Il modo in cui oscilla il pendolo dipende dal modo in cui governi, datori di lavoro e lavoratori riescono a collaborare per realizzare politiche e azioni pratiche a beneficio sia dei lavoratori che del lavoro”, ha commentato Maria Neira, direttore del dipartimento per Ambiente, cambiamenti climatici e salute dell’Oms. (ANSA).