Medicina alternativa, due studi bocciano omeopatia e agopuntura

Medicina alternativa, due studi bocciano omeopatia e agopuntura

ROMA – Medicina alternativa bocciata: secondo uno studio australiano del National Health and Medical Research non ci sono prove che omeopatia e agopuntura siano più efficaci dei placebo. In altre parole, non ci sono prove che la medicina non convenzionale sia davvero efficaci.

Un altro studio, svolto da ricercatori italiani e pubblicato dall’European Journal of Internal Medicine, ha messo sotto accusa i metodi di valutazione statistica sui quali è stata finora costruita la credibilità della medicina alternativa, riferisce Mario Pappagallo sul Corriere della Sera.

Eppure agopuntura e omeopatia sono usate da un italiano su cinque e hanno ottenuto il riconoscimento dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Del resto l‘agopuntura è usata quasi come unico rimedio in Cina e nell’Oriente estremo da millenni, e l‘omeopatia in Francia e Germania è molto diffusa e i suoi medicinali vengono prodotti da industrie storiche.

Ma secondo i ricercatori italiani  

“l’omeopatia infrange le leggi della chimica e l’agopuntura presuppone un’improbabile energia”.

Stessa posizione per Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico della Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano:

“Mancano evidenze concrete, la medicina alternativa non può e non dovrebbe essere proposta come cura complementare. Rischia di distogliere risorse alla medicina ufficiale”.

Eppure proprio l’omeopatia vanta tra i suoi adepti niente meno che la regina di Inghilterra Elisabetta II, da anni madrina del Royal Homoeopathic Hospital di Londra e paziente del medico Peter Fisher, che dice:

“Il 10% degli inglesi si cura con l’omeopatia. Dal 1948 siamo nel servizio sanitario nazionale. La sfida è di arrivare a dimostrane l’efficacia. Le prove empiriche già ci sono (la vendita di prodotti omeopatici qui cresce del 15% l’anno), ma manca una certezza scientifica. Lavoriamo per dimostrare l’efficacia di ciò che già gode del favore dei pazienti: l’80% registra un miglioramento e il 90% si ritiene soddisfatto. È solo placebo?”.

 

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