Essere ottimisti potrebbe (effettivamente) farci vivere più a lungo

Essere ottimisti potrebbe (effettivamente) farci vivere più a lungo

11 Marzo 2022 - di Silvia

Essere ottimisti potrebbe effettivamente portarci a vivere più a lungo. E’ quanto confermato da uno studio pubblicato su The Journals of Gerontology: Series B. I ricercatori della Boston University hanno scoperto che le persone ottimiste vivono una vita più lunga e più sana rispetto ai pessimisti, perché hanno meno eventi stressanti da affrontare. Dopo due anni di pandemia sono impennati i problemi legati ad ansia, stress e depressione. Dunque mantenere uno stato di serenità è risultato assai difficile per molti.



“È noto che lo stress ha un impatto negativo sulla nostra salute”, ha spiegato la dott.ssa Lewina Lee, che ha condotto lo studio. “Guardando se le persone ottimiste gestiscono in modo diverso i fattori di stress quotidiani, i nostri risultati si aggiungono alla conoscenza di come l’ottimismo può promuovere buona salute quando le persone invecchiano”. “Questo studio verifica una possibile spiegazione, valutando se le persone più ottimiste gestiscono lo stress quotidiano in modo più costruttivo e quindi godono di un migliore benessere emotivo”, ha spiegato Lee.

Il team di studiosi ha seguito 233 uomini più anziani per un periodo di 24 anni. All’inizio della ricerca, partita nel 1986, gli uomini hanno compilato un questionario per valutare il loro livello di ottimismo. Dal 2002 al 2010 sono stati interrogati sui loro fattori di stress quotidiani. Quelli più ottimisti avevano un umore meno negativo, nonché meno fattori di stress.

Nello studio i ricercatori hanno scritto: “I risultati di un campione di uomini anziani suggeriscono che l’ottimismo può essere associato a un benessere emotivo più favorevole in età avanzata attraverso differenze nell’esposizione allo stress piuttosto che emotivo risposta allo stress. L’ottimismo può preservare il benessere emotivo tra gli anziani coinvolgendo strategie di regolazione delle emozioni che si verificano relativamente presto nel processo generativo delle emozioni”. I ricercatori ritengono che i risultati potrebbero essere applicati anche alle donne anziane. (Fonte: Daily Mail). Foto di Anastasia Borisova da Pixabay.