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Emicrania cronica: le donne che ne soffrono tendono a dormire di più

7 Aprile 2022 - di Claudia Montanari

Le donne che soffrono di emicrania cronica fanno sonnellini più frequenti durante la giornata rispetto a coloro che non sono colpite da questa patologia. E a una maggiore severità della condizione si associa una durata più lunga di questi riposini. A evidenziarlo è una ricerca della Northwestern University Feinberg School of Medicine, pubblicata su Behavioral Sleep Medicine.



Il legame tra emicrania cronica e sonnellini frequenti

Gli studiosi hanno esaminato l’associazione tra mal di testa, sonnellino e sonno notturno in 20 donne con emicrania cronica e 20 sane, abbinate per età e sesso. Le partecipanti hanno completato questionari di autovalutazione, diari elettronici e actigrafia del polso nel corso di quattro settimane.

Dall’analisi dei dati è emerso che rispetto al gruppo cosiddetto di controllo composto da donne sane, quello che invece riuniva chi conviveva con emicrania cronica ha riportato un numero significativamente maggiore di giorni con sonnellini durante il periodo di studio. Le analisi all’interno del gruppo di persone che soffrivano della patologia hanno dimostrato associazioni significative tra una maggiore gravità del mal di testa e una durata del pisolino più lunga. Con conseguenze anche sul sonno notturno.

“Sebbene i risultati forniscano supporto per l’associazione tra gravità del mal di testa, sonnellini e disturbi del sonno notturno, non stabiliscono la causalità poiché lo studio non era disegnato con queste finalità” scrivono gli autori. “I risultati attuali -concludono – non possono escludere che le partecipanti stessero riposando piuttosto che dormire effettivamente durante i sonnellini, che ci fossero altri potenziali motivi per cui stessero facendo i pisolini o che ci fossero altre potenziali cause di disturbi del sonno notturno”.

Emicrania cronica, cos’è e sintomi

L’emicrania cronica è una cefalea che si presenta per 15 o più giorni/mese per oltre 3 mesi in assenza di abuso di farmaci. Può avere un impatto devastante sulla vita sociale e lavorativa dei pazienti, soprattutto quando gli attacchi diventano molto frequenti o addirittura quotidiani.

La maggior parte dei casi di emicrania cronica esordisce come emicrania senza aura episodica. Per questo motivo la cronicizzazione può essere considerata come una complicanza dell’emicrania episodica.

Con l’evoluzione cronica del disturbo,  generalmente è caratterizzata da episodi frequenti di dolore (per 15 o più giorni a mese per oltre 3 mesi in assenza di abuso di farmaci) di tipo pulsante (come un martello che batte o una sirena intermittente). E’ di moderata severa intensità, che può più delle volte avere delle caratteristiche simili ad attacchi di emicrania senza aura. Può anche colpire un solo lato della testa, essere aggravata dall’ l’attività fisica quotidiana ed essere associata a sintomi quali nausea e/o vomito, fastidio ai suoni e ai rumori.

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