Allergia al nichel, non solo metalli: la causa può essere il cibo

Allergia al nichel, non solo metalli: la causa può essere il cibo

ROMA – Allergia al nichel: sono 18 milioni gli italiani che ne soffrono, soprattutto donne. E molti non sanno che il nemico è in quello che si mangia. Si pensa sempre che a scatenare la reazione allergica sia qualcosa di effettivamente metallico: l’apparecchio per i denti, la spirale anticoncezionale, gli occhiali da vista, gli orecchini, le cinture. Invece ci sono alcuni alimenti che contengono nichel.

Nei casi più seri basta impugnare il mazzo di chiavi per iniziare a provare i primi sintomi di reazione, la dermatite da contatto. In un caso su cinque, poi, l’allergia può essere scatenata da quello che si mangia: in particolare alcune verdure, frutta secca e cacao. Questo succede perché il nichel è naturalmente presente nell’ambiente e nel suolo, e quindi dal terreno può passare agli alimenti.

I cibi più a rischio sono la frutta secca a guscio, il cioccolato, i legumi, i pomodori, i cavolfiori, i carciofi, gli spinaci, gli asparagi, i fagiolini, i broccoli, le carote, le pere, le prugne e i crostacei. Ma quasi tutte le verdure, fatta eccezione per le melanzane, contengono una dose di nichel.

Oltre a provocare la dermatite allergica, la sindrome da allergia a nichel causa gonfiore addominale, vomito, diarrea e persino coliche. Nei casi più gravi la cura consiste in una dieta rigida e nell’assunzione di antistaminici, antispastici e cortisonici.

 

 

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