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Obesità, etichettarla come malattia potrebbe essere dannoso

ROMA – Etichettare l’obesità come una malattia potrebbe essere dannoso. Associare la condizione di obeso a quella di malato, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science, ha delle ripercussioni negative sulla salute psicologica di chi ne soffre.

La ricerca rivela che i messaggi, le raccomandazioni mediche, gli spot e le campagne che descrivono l’obesità come una patologia e non come una questione di salute pubblica possono mettere a rischio l’adozione di comportamenti sani tra gli individui oversize.

I risultati dell’indagine, condotta da Crystal Hoyt e Jeni Burnette della University of Richmond (Usa) e Lisa Auster-Gussman della University of Minnesota (Usa), dimostrano che le persone obese esposte a tali messaggi danno meno importanza alle diete salutari e riportano meno preoccupazione per il proprio peso. Le motivazioni sarebbero nel fatto che questa tipologia di comunicazione tende a favorire la convinzione che l’obesita’ sia una condizione immutabile e che i tentativi di gestire il peso siano inutili.

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